Recovery Plan, Conte: definito percorso accelerato con Ue

30 nov 2020

Il tema è chi gestirà i fondi europei, 209 miliardi tra prestiti e finanziamenti a fondo perduto per la ripartenza dell'Italia. Il recovery plan italiano contiene per ora un progetto solo per titoli, ma la struttura che gestirà quell'ingente somma di denaro è in via di definizione. Si succedono riunioni anche nelle prossime ore. Quei miliardi sono per il nostro Paese la sfida della vita. "Nonostante il clima di confusione con l'Europa", afferma in un'intervista il premier Conte, "abbiamo studiato un percorso a scorrimento veloce, coinvolgendo il meglio delle competenze italiane". Si sta delineando così una struttura piramidale, con una, l'ennesima, cabina di regia in capo a Conte, al ministro dell'economia Gualtieri del Pd, a quello dello sviluppo economico Patuanelli dei 5 Stelle e al comitato interministeriale affari europei, presieduto dal ministro Amendola. L'organismo sarà sostenuto da un comitato tecnico guidato da sei manager per sei aree di intervento, con poteri esecutivi. Potrebbe completare la task force un supercommissario, una sorta di direttore generale. Tutte ipotesi, già al centro di contrasti all'interno della maggioranza. Il potere da gestire è enorme, Italia Viva dell'ex premier Renzi denuncia quello che considera un commissariamento dei ministri. La decisione sulla governance del recovery andrà comunque presa entro 10 giorni, quando il governo dovrà tradurla in un maxi-emendamento alla legge di bilancio. La struttura rischia di essere non solo complessa, ma anche complicata. Più strutture e livelli nel processo decisionale, più alto il rischio di opacità e inefficienze. Tant'è che si valuta il coinvolgimento dell'autorità anticorruzione.

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