Recovery plan, Conte: No ritardi, in gioco credibilità Paese

21 dic 2020

L'Unione Europea osserverà le nostre mosse ed è in gioco la credibilità dell'Italia. Distrazioni non sono ammesse. Dopo giorni di tensioni, Giuseppe Conte richiama la maggioranza a concentrarsi sul recoverz plan. Ieri il premier ha visto il Movimento 5 stelle e il PD, nelle prossime ore l'Italia Viva e LEU. Il Natale con il virus è alle porte e l'Italia bicolore tra giorni rossi e arancioni è pronta a trascorrere le feste. Conte ora ha fretta, il piano deve arrivare in Cdm prima della fine dell'anno. "Oggi non si chiude nulla" dice, "inizia un'interlocuzione, ma l'interlocuzione deve procedere in modo costante, serrato, perché è interesse di tutti, in particolare dell'intera comunità nazionale che il recovery plan proceda speditamente perché non possiamo permetterci ritardi". Trapela dal vertice a Palazzo Chigi con la delegazione pentastellata. Poi, nel corso dell'incontro con i Dem, il capo del Governo precisa il ruolo della task force che dovrebbe gestire i fondi europei che ha irritato i renziani. "Ce lo chiede l'UE, che vuole un monitoraggio puntuale concentrato, centralizzato. Non è pensabile e non ci abbiamo mai pensato che ci sia una struttura centralizzata che possa essere invasiva". Per il Movimento 5 Stelle l'incontro dimostra lo scatto in avanti del Governo. Abbiamo anche chiesto he venga costituito un gruppo di lavoro che possa consentire di lavorare sul recovery plan in vista del Consiglio dei ministri che poi esaminerà appunto ilrecovery plan, un gruppo di lavoro che includa al suo interno rappresentanti delle forze politiche di maggioranza. Fonti del Pd fanno sapere che il Nazareno ha apprezzato lo sblocco della discussione sul ricovery plan che ora deve andare deciso verso l'adozione della bozza in Consiglio dei ministri per consentire la discussione in Parlamento e l'apertura di un dibattito nel Paese. In due giorni verrà presentata la nostra proposta." Dopo aver ascoltato i partiti della maggioranza Conte vedrà le regioni, comuni e le parti sociali. L'ultima parola spetta alle camere. Dobbiamo mandare tutto al Parlamento, in modo da acquisire tutti i suggerimenti e i riscontri necessari per poter poi elaborare il progetto nella sua versione definitiva. L'incontro più delicato è quello che tra qualche ora vedrà entrare a Palazzo Chigi la delegazione di Italia Viva. "Stiamo discutendo di come affrontare l'emergenza coronavirus non si può continuare a dire andrà tutto bene" avverte Matteo Renzi.

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