Renzi, mio movimento si chiamerà "Italia Viva"

18 set 2019

Matteo Renzi non vuole farlo apparire come uno sciocco. Una scelta traumatica nel giorno del suo addio al Partito Democratico di cui è stato leader acclamato, incensato, ma anche molto criticato, il rottamatore non vuole passare per il guastafeste, anche se ribadisce, da domani Nicola Zingaretti non è più il mio segretario, rimane mio amico. Il nome del nuovo movimento è Italia Viva e fa sapere, Renzi, è stato un sacrificio personale, ma il partito novecentesco non funziona più. Come abbiamo detto nel post, come abbiamo scritto nell’ intervista è esattamente questo il momento per evitare polemiche, tensioni e discussioni. Riferisce il Pd un insieme di correnti, reclama la mancanza di una visione sul futuro. Io voglio fare una cosa nuova, allegra e divertente, ma che metta al centro i problemi. L’operazione di Palazzo, rivendica, non è la nascita del suo partito, ma l'aver mandato a casa Salvini. Uscire dal Pd, assicura, non è un agguato per il Governo, ma significa anzi stabilizzarlo e la legislatura arriverà al 2023. Poi respinge la tesi per cui era lui il burattinaio dei parlamentari Dem, è una balla, a Zingaretti abbiamo lasciato tutti i nostri parlamentari e però molti, seppur non tutti, lo seguiranno. L'ex segretario trascorre tutta la giornata nel suo ufficio a Palazzo Madama tra incontri e telefonate. I deputati saranno 25 e 15 i senatori. I tempi sono maturi per lasciare la casa madre. Dunque la diaspora dei renziani, in queste ore è già in atto, alcuni resteranno nel PD, mentre altri hanno già pronta la valigia, tra acquisti una ventina di parlamentari, tra cui Maria Elena Boschi, Roberto Giachetti, Anna Ascani, Teresa Bellanova, Francesco Bonifazi e Davide Faraone. Non lo seguiranno invece il capogruppo in Senato, Andrea Marcucci, Luca Lotti e il ministro Lorenzo Guerini.

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