Riforma Giustizia in Parlamento nelle prossime ore

31 lug 2021

Passata all'unanimità l'intesa sulla Riforma del Processo Penale, non manca uno strascico polemico, in particolare tra PD e Lega, mentre nel Movimento 5 Stelle che più ha posto resistenze alla Riforma, sembra regnare il silenzio. Accende il botta e risposta di accuse incrociate, di mancata fedeltà all'esecutivo Draghi, il Leader del Carroccio Salvini che ripercorrendo le tappe della trattativa descrive Conte come un sabotatore e Letta, come un suo palo. "La smetta Salvini di fare da palo ai suoi troppi esponenti che vanno in giro con le pistole. Però è vero, il PD ha fatto da guardiano, ma di una Riforma seria, per processi certi, con garanzie per gli imputati e giustizia per le vittime". Nelle prossime ore, la Riforma della Giustizia arriva alla prova di Montecitorio, con l'inizio della discussione generale, un probabile voto di fiducia lunedì e un via libera finale atteso martedì, da settembre il testo passerà al Senato. L'appello del Ministro della Giustizia Cartabia, a rispettare l'intesa faticosamente raggiunta giovedì, non dovrebbe essere disatteso. Un Guardasigilli che ha voluto rispondere anche alle critiche arrivate da autorevoli Magistrati, affermando che la Riforma non creerà zone di impunità e che la prima forma di vera impunità siano i processi che non terminano mai. Dall'opposizione parlamentare, Fratelli d'Italia considera il testo da votare un compromesso al ribasso, che non garantirà quanto promette. "È una Riforma che non ha nulla di ciò che Fratelli d'Italia chiede: processi veloci, certezza della pena, imparzialità nei giudizi e responsabilità dei Magistrati per colpa grave, un compromesso al ribasso che non voteremo".

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