Riforma giustizia, le scelte del M5s

24 lug 2021

Lo strappo era fin troppo vicino. L'ipotesi di uscita dal Governo ventilata dalla Ministra Dadone, poi a stretto giro derubricata fraintendimento, ha rischiato di mettere in serio pericolo il già fragile equilibrio sulla Riforma della Giustizia. La strada è stretta per Conte e anche piuttosto ripida. I Ministri pentastellati non si sono opposti quando Draghi, in Consiglio dei Ministri, ha chiesto l'autorizzazione a porre la fiducia, senza contare che lo scorso 8 luglio fu lo stesso Grillo a dare l'OK alla Riforma, che poi venne approvata dai quattro Ministri grillini. E questo non è un fatto secondario, né irrilevante, che però mette in difficoltà il voto di fiducia previsto per il prossimo 30 luglio, ci sarebbero almeno una trentina di parlamentari Cinque Stelle pronti a non votare la Riforma, senza modifiche sostanziali. Draghi e Cartabia si sono detti disponibili a rivedere alcuni passaggi tecnici, ma non alla sostanza, che invece una parte dei Cinque Stelle vorrebbe modificare. L'altro fronte è quello del CSM, pronto a stroncare la Riforma Cartabia. Nel giorno del suo 80esimo compleanno, il Presidente Mattarella ha scritto una lettera indirizzata proprio all'organo di autogoverno, chiedendo di valutare la Riforma nel suo insieme. Quindi il plenum del CSM non si esprimerà solo sulla prescrizione, ma sull'intera Riforma e non lo farà la prossima settimana come previsto, ma a inizio agosto, proprio a ridosso del voto di fiducia in Parlamento.

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