Riforme, Fronte compatto contro task force a trazione Chigi

24 lug 2020

La lista della spesa da 209 miliardi non "s'ha da fare" a Palazzo Chigi, ma in Parlamento. A chiederlo sono, non solo le opposizioni, ma anche tanti pezzi della maggioranza, mentre nelle stanze del Governo, si lavora all'ipotesi del comitato interministeriale per gli affari europei, un organismo istituito da Mario Monti, che potrebbe ora tornare utile. Il ministro Amendola rassicura: "faremo un coordinamento di tutti i ministeri, presieduto da Conte" e aggiunge, "vogliamo lavorare insieme alle camere." Già, ma come? La proposta gia c'è in verità, una Commissione bicamerale proposta da Forza Italia, appoggiata da pezzi non marginali del Pd, uno strumento, insomma, che tenga insieme il passo agile immaginato da Conte e la necessità di coinvolgere maggioranza e opposizione. Il Movimento 5 Stelle intanto, indica le sue priorità. Per far ripartire il Paese è il momento degli investimenti per il Movimento 5 Stelle con i 209 miliardi del Recovery fund bisogna puntare sulla creazione di nuovi posti di lavoro attraverso investimenti ecosostenibili, sulla digitalizzazione del Paese bisogna lavorare ad un piano per diminuire la pressione fiscale su famiglie, lavoratori e imprese. La maggioranza continua ad accapigliarsi anche sul Mes, il Pd, Leu e Italia Viva, continuano a sostenere che quei 36 miliardi immediatamente incassabili a differenza delle recovery, servono e vanno presi subito. Il Movimento continua a dire no. Un tema futile, lo giudica, i soldi che ci sono bastano dicono i 5 Stelle. La Lega continua invece a parlare di una grande fregatura nascosta nel Recovery Plan. L'erogazione di questi fondi è subordinata al fatto che qualcuno approvi un piano in cui viene detto che cosa il Paese deve fare. Sarebbe interessante sapere chi è questo qualcuno e sarebbe interessante sapere in base a quali criteri approva questo piano. Il 29 luglio il Parlamento voterà lo spostamento di bilancio da 25 miliardi in Senato. Giorgia Meloni avverte a scatola chiusa: "noi non votiamo nulla". Stesso tema per Forza Italia che dirà no senza garanzie. La Lega chiede una sforbiciata da 16 miliardi su partite IVA e IMU e su seconde case per dire sì.

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