Sabato e domenica gli stati generali del Movimento

14 nov 2020

Ad un anno dall'annuncio arriva davvero l'ora degli stati generali per il Movimento 5 stelle. Un percorso tortuoso, reso ancora più complicato dalla pandemia che obbliga i grillini a fare tutto online compresa la due giorni finale "per disegnare come il Movimento 5 Stelle potrà rinnovarsi, anche alla luce della maturata esperienza nelle istituzioni", le parole del capo politico Vito Crimi, che doveva essere reggente e invece si è trovato a guidare il Movimento in una fase non solo difficile, ma anche discendente nei consensi. Il lavoro per arrivare a questo week end di metà novembre è stato lungo e nelle prossime ore confluirà su tre tavoli ai quali lavoreranno i 305 delegati. Domenica sarà la giornata più politica. L'intervento del premier Giuseppe Conte, ma soprattutto i discorsi delle 30 personalità chiamate appunto a disegnare il Movimento che verrà. Tra questi, immancabili Luigi di Maio, Roberto Fico, Alessandro di Battista. Quest'ultimo ha annunciato una mozione da duro e puro, intoccabile la regola dei due mandati, no alle alleanze elettorali e aste con la piattaforma Rousseau e Davide Casaleggio che invece è in rotta con Luigi di Maio. Infatti, nella sua non mozione neanche lo ha citato, parlando invece di leadership collegiale e di diete programmatiche. Per Roberto Fico una gestione collegiale è da sempre il faro da seguire, e ancora invoca una sintesi necessaria ad un movimento vocato sempre al cambiamento. All'intervento di Beppe Grillo aleggia l'incognita, come per il più classico dei congressi, c'è la polemica che precede l'apertura e nasce dal fatto che i 30 oratori sono stati sì votati su Rousseau, ma per ora non è dato sapere quante preferenze abbia preso ognuno di loro. A chiederlo sono anche i nomi di punta, che pure vengono da correnti diverse. Bastino per tutti, i nomi di Nicola Morra area ortodossi, Roberto Fico, Barbara Lezzi, più vicina a Di Battista.

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