Salvini indagato, accusato di abuso d'ufficio per voli Stato

12 dic 2019

L'obiettivo della procura di Roma è vederci chiaro e capire se, effettivamente, quella illegittimità rilevata dalla Corte dei Conti sull'uso di alcuni voli di stato da parte di Matteo Salvini ai tempi in cui era Vicepremier e Ministro dell'Interno abbia o meno un rilievo penale. Per questa ragione il nome del leader della Lega è finito iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di abuso d'ufficio. Sotto la lente d'ingrandimento dei magistrati, che hanno però inviato il fascicolo al tribunale dei Ministri competente in materia, ci sono 35 voli di Stato per i quali la procura di Roma non ha chiesto l'archiviazione, bensì di svolgere approfondimenti. Il punto è quello di verificare, attraverso l'acquisizione di documenti e testimonianze, se intorno all'uso di quei voli si possa effettivamente profilare il reato di abuso d'ufficio o di un eventuale peculato. La vicenda prende avvio da un'inchiesta del quotidiano “La Repubblica” del maggio scorso sugli abbinamenti sospetti di molti appuntamenti istituzionali tra il 2018 e il 2019 dell'allora Ministro dell'Interno in varie zone d'Italia con altre manifestazioni di partito o comizi elettorali. Secondo quanto ricostruito, sarebbe, per esempio, accaduto il 4 gennaio 2019, quando Salvini volò da Milano a Pescara, abbinando un vertice sulla sicurezza all'apertura della campagna elettorale in Abruzzo. Contestazioni alle quali risponde netto da Catanzaro il leader del Carroccio. “Tutti i voli di Stato - e chiedetelo al capo della polizia e al capo dei vigili del fuoco - erano utilizzati in giornate in cui c'erano presenze istituzionali in caserma, in comando dei vigili del fuoco, a Platì, a San Lucca, a Castelvolturno, da nord a sud, per motivi istituzionali, punto!” Lo scorso settembre la Corte dei Conti, che pure aveva considerato illegittimi i voli, aveva archiviato la pratica perché, in sostanza, non era stato riscontrato alcun danno erariale. L'illegittimità, invece, da cui il fascicolo penale, deriverebbe dal fatto che, stando a decreti e regolamenti, i mezzi della polizia e dei pompieri sono riservati allo svolgimento di compiti istituzionali o di addestramento e non ai cosiddetti “voli di Stato” per i quali vige, invece, un'altra normativa che ne restringe l'uso alle cinque più alte cariche dello Stato.

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