Salvini: un pezzo di FI pensa a inciuci

19 nov 2020

Attacco, strappo e polemiche. C'è questo e molto altro nell'ultimo scontro aperto nel Centrodestra. Con sullo sfondo l'arresto di Domenico Tallini, Forza Italia, Presidente del Consiglio Regionale in Calabria, è Matteo Salvini che va all'attacco degli azzurri dopo le ultime aperture di Silvio Berlusconi al Governo, per una possibile collaborazione sulle misure economiche da mettere in campo nel pieno della tempesta Covid. C'è il dito puntato da parte del leader leghista, con tanto di accusa di ambiguità: “L'appello di Mattarella è alla collaborazione, non agli inciuci e ai rimpasti, a cui pensano Renzi, il Movimento 5 Stelle e anche un pezzo di Forza Italia”, dice, polemico, Salvini. Ma Berlusconi replica, Forza Italia non ha ovviamente alcuna intenzione di partecipare a Maggioranze o Governi con forze politiche incompatibili, ma sente il profondo dovere di assumersi le responsabilità verso una nazione, che derivano dal momento gravissimo che l'Italia sta attraversando: “Questo assumersi le responsabilità, non ha nulla a che fare con manovre di Palazzo, con quello che spesso ho definito teatrino della politica”, chiude il leader azzurro. Accuse che diventano un boccone amaro anche per il vicepresidente forzista, Antonio Tajani, che replica via Twitter: “Forza Italia è e rimarrà all'Opposizione”. Ma la tensione resta alta ed è solo la punta dell'iceberg. Il tempo di vedere 3 deputati azzurri attraversare il guado e passare al Gruppo parlamentare della Lega, Laura Ravetto, ex Sottosegretario del Governo Berlusconi, Federica Zanella e Maurizio Carrara. “Viviamo con disagio le sempre più ampie aperture al Governo e gli ammiccamenti con il Partito Democratico”, le parole che vanno a puntellare e a ufficializzare l'addio. E nel cortocircuito politico, c'è spazio anche per il Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, infatti, sbarra a sua volta la strada a qualsiasi apertura di confronto con Forza Italia e lo fa postando su Facebook un vecchio articolo de Il Mattino, di quando Silvio Berlusconi lo chiamò al telefono e lui si negò. Era così all'ora e così oggi, il punto, nero su bianco di Di Mario.

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