La sfida principale, per lei che ha ribaltato le previsioni, dopo una corsa segnata dallo spettro scissione, è tenere unito il PD. Lo dice subito, nella prima dichiarazione pubblica, della prima giornata da segretaria, passata tra telefonate con Sergio Mattarella e la premier Meloni, Innanzitutto, e riunioni. Enrico Letta le lascia la scrivania in largo del Nazareno e una melagrana, simbolo di prosperità e di fortuna. "Riuscire a tenere insieme, è per noi fondamentale, oggi che c'è bisogno di lavorare tutte e tutti per il rilancio, per la risalita, per rialzare la testa, per dare il nostro contributo, per organizzare l'opposizione sia in Parlamento che nel paese naturalmente. Ecco, da questo punto di vista, è chiaro che tenere insieme la comunità è fondamentale e senza più rinunciare però ad una linea politica chiara, comprensibile". Ecco la linea politica: tutti, fuori e dentro il partito, si interrogano sulle intensità di rosso, quanto a sinistra si sposerà il PD. Ovviamente mi aspetto una opposizione durissima, dice Giorgia Meloni ma il confronto di idee non mi ha mai preoccupato. Corretto e costruttivo, pur tra avversari, se lo augura Silvio Berlusconi. Ma nel centro-destra e nel terzo Polo molti pensano, sperano forse, che la linea Schlein finirà col allontanare i moderati, voti in libera uscita da intercettare e la bilancia delle alleanze prenderà a favore dei 5 Stelle. I riformisti non si riconoscono più in questo PD, fa sapere Maria Elena Boschi. Beppe Fioroni, tra i fondatori del partito, fa le valigie e anticipa che nascerà un nuovo network dei cattolici democratici. intanto Intanto Elly Schlein annuncia che riaprirà il tesseramento, porte spalancate al popolo dei gazebo che l’ha scelta col 53% delle preferenze. La proclamazione ufficiale il 12 marzo in assemblea.























