Scontri Roma, come si scioglie un partito

11 ott 2021

Ci risiamo, dopo i disordini avvenuti sabato, durante la manifestazione "No Green pass" a Roma, molte voci si stanno levando perché le compagini neo fasciste vengano smembrate. Cosa dice la legge quando ci si trova di fronte ad atti definitivi eversivi? Quando un partito o un movimento sfrutta la scintilla per alimentare fuoco e violenze? In Italia esiste il divieto di ricomposizione del partito fascista. Un principio, che in base alla legge Scelba del '52, dice che il divieto scatta non solo come conseguenza di minacce e violenze ma per il fatto di propugnare la soppressione delle libertà costituzionali, denigrando la democrazia. Fra le fattispecie di reato c'è anche l'incitamento all'odio razziale, come accade, per esempio nel 2000, quando una sentenza del giudice mise il il Ministero dell'Interno nelle condizioni di sciogliere il Fronte Nazionale. Altri due casi risalgono al '73 e al '76, quando la messa al bando di Ordine Nuovo e di Avanguardia Nazionale fu decisa dal Viminale senza attendere una sentenza giudiziaria. Con l'assalto alla sede della CGIL, Forza Nuova sarebbe già fuori legge, secondo i casi previsti dalla legge Scelba. Esistono comunque due canali per mettere al bando un partito che si richiama al fascismo. La decisione di un giudice penale, dunque una sentenza che metta il Ministero dell'Interno, sentito il Consiglio dei Ministri, nelle condizioni di disciogliere un partito, con la confisca dei beni dell'associazione. Oppure il Governo, seguendo le indicazioni della legge Scelba, può adottare un decreto legge senza aspettare il pronunciamento di un giudice.

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