Scuole e discoteche, i nodi spinosi sul tavolo del governo

18 ago 2020

L'attenzione si focalizza sui giovani, dalla chiusura delle discoteche alla prossima apertura delle scuole, il Governo si trova a gestire una situazione complicata sotto diversi punti di vista, partendo dalla ripresa delle lezioni che il ministro Azzolina definisce una priorità assoluta per il Governo. Nelle prossime ore tornerà a riunirsi il comitato tecnico scientifico che sarà chiamato a fare un punto sulle misure in vista del rientro a scuola. Due i temi sul tavolo, l'uso della mascherine in aula e le indicazioni necessarie per la gestione di eventuali casi di Covid. Aprire per poi dover richiudere, una delle ipotesi più temute. I presidi poi fanno muro contro la data del 14 settembre, in mancanza delle condizioni necessarie previste dal governo, avvertono, occorre introdurre lo scudo penale per evitare l'accusa di contagio colposo ai danni dei dirigenti scolastici. Il viceministro della salute Sileri apre a questa possibilità. A mio avviso ne più, ne meno di quella che è la responsabilità per il personale sanitario che ha combattuto il covid, per il quale vi è stata tanta discussione alcuni mesi fa e ora un po' si è spenta questa problematica, io spero che a settembre, ottobre si ricominci a discutere di questo, però è chiaro che, a mio avviso, dovrà esserci uno sgravio di responsabilità per quanto riguarda quelli che ha il personale scolastico. Dalle opposizioni unanime le critiche all'esecutivo, il centrodestra compatto boccia in toto le decisioni finora prese dal Governo. Prima bisognava avere il 20% di aule in più, 80000 nuove assunzioni, 3 milioni di banchi, la responsabilità è dei presidi, non è dei presidi, le nuove scuole le devono trovare i comuni, non le devono trovare i comuni andremo nei parchi, negli zoo abbandonati, nei teatri non utilizzati a fare scuole. Ma le sembra un atteggiamento da, come dire, ministro e Governo serio? Altro nodo, quello delle discoteche. La chiusura repentina dei locali da ballo ha visto la reazione dei gestori che sono andati immediatamente allo scontro con il Governo, facendo ricorso al Tar del Lazio. Tra le ipotesi di protesta anche una possibile class action, si parla di circa 4 miliardi persi, soldi che i proprietari dei locali vorrebbero al più presto recuperare. Il Governo ha promesso aiuti importanti, ma mantiene il punto, lo stop alle danze e l'obbligo di mascherine nelle ore notturne, rimangono scelte necessarie.

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