Sea Watch, Viminale: linea dura paga. Ma Pd attacca

28 giu 2019

Una soluzione e una linea. Lo sbarco dei migranti, la disponibilità offerta all'accoglienza annunciata da cinque Paesi europei, Francia, Germania, Finlandia, Lussemburgo e Portogallo, e una linea, quella del Governo italiano, che con Matteo Salvini, da un lato, attacca chi, come l'Olanda, cui fa capo la See Watch entrata nel porto di Lampedusa, si è chiamata fuori da ogni tipo di collaborazione e, dall'altro, pone condizioni: l'arresto dell'equipaggio e il sequestro della nave. Questioni, però, di competenza della Magistratura. Linea del Governo che però al tempo stesso vede il Ministro degli Esteri Moavero ringraziare chi ha offerto collaborazione e soprattutto affermare anche che la Libia non può essere definito un porto sicuro per il diritto delle convenzioni internazionali. Fatto di rilievo che rappresenta un precedente in vista di possibili future operazioni di questa natura e che pone una differenziazione rispetto ad altre opinioni emerse fino ad ora nello stesso esecutivo. Di certo per il Governo e per il Ministro dell'Interno l'equipaggio della Sea Watch resta fuorilegge. “C'è un equipaggio fuorilegge, un comandante fuorilegge che vanno fermati, arrestati, espulsi. C'è una nave che per la terza volta non rispetta le regole, le leggi e il buonsenso e quindi mi aspetto multe, sequestri, arresti, i blocchi, allontanamenti e l'Unione europea che dia cenno di esistenza in vita”. Una trattativa, quella sugli aiuti e la solidarietà nell'Unione, andata avanti anche a Osaka, in Giappone, nel corso del G20, laddove il Premier Conte non si era risparmiato in contatti e incontri con i colleghi europei. Trattativa ma anche controversia che resta aperta sul tema dei ricollocamenti, dell'accoglienza, degli sbarchi e soprattutto (vedi trattato di Dublino) di primo approdo europeo, questione principale per il nostro Paese. Dall'opposizione, però, Sinistra e PD, impegnati anche a bordo dell'imbarcazione, puntano l'indice sulle politiche del Governo, che, spiegano, isolano il Paese. “Si accendono i riflettori su un caso, quello di questa nave, per distrarre gli italiani da tanti altri problemi. Ad esempio dal fatto che sono aumentate le tasse, è aumentata la cassa integrazione, le persone hanno paura ad andare in vacanza perché forse perdono il posto di lavoro, i fatturati delle aziende stanno crollando così come è ferma la crescita ed è esploso il debito pubblico. Quindi bisogna voltare pagina”. Il Viminale, però, risponde non solo ipotizzando di chiudere i confini a est bloccando la rotta balcanica, ma spiegando anche come la linea dura alla fine funzioni perché ora, ribadiscono, in Europa qualcosa si muove.

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