Sgombero a Roma, Procura indaga su racket affitti

26 ago 2017

Rifugiati e non terroristi. Lo aprono i profughi sgomberati giovedì mattina da Piazza Indipendenza, il corteo per la casa a Roma, e il loro grido è quello di chi chiede di essere difeso dallo Stato. Dietro di loro, tanta gente: 5.000 almeno, dicono i rappresentanti dei movimenti per la casa. Era una manifestazione sulla quale si era concentrata molta attenzione, invece tutto è andato come doveva. Capillari, i controlli delle forze dell’ordine, che hanno creato veri e propri parchi, controllato borse e zaini, chiuso le stradine di accesso. D’altro canto, dopo le polemiche, l’allerta era alta. Inevitabile, visto il corollario di polemiche che quello sgombero, avvenuto all’alba di pochi giorni fa, si sta portando dietro, con le accuse incrociate della politica: il Pd ad additare come unica responsabile la sindaca Virginia Raggi, che avrebbe rinunciato, dicono, a svolgere la funzione di mediazione politica. Lei, la prima cittadina, e la sua amministrazione, denuncia invece quello che chiama un vergognoso scaricabarile, difendendo il proprio operato. Cosa che ha fatto anche Luigi Di Maio, prendendo le parti della sindaca, così come delle forze dell’ordine, finite, invece, sotto tiro da più parti, per le frasi violente del funzionario di polizia. Una presa di posizione che non ha convinto affatto l’ala più ortodosso del movimento, Roberto Fico in testa, che poi ha mediato, ma ribadito anche: “la legalità va perseguita, ma ci sono modi giusti e modi sbagliati per raggiungerla”. E sbagliata, per l’esponente del movimento, è la gestione degli sgomberi “tanto – scrive su Facebook – che il Viminale sta facendo marcia indietro”. Il riferimento è alla circolare ai prefetti, con la quale il Viminale dovrebbe dare lo stop agli sgomberi in tutti quei casi in cui non siano già pronte soluzioni abitative alternative.

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