Stallo nel M5s sulla riforma della giustizia

25 lug 2021

Il timore è che lo stallo sulla Giustizia, con la data del voto di fiducia che si avvicina, produca il primo reale strappo nella maggioranza che sostiene il Governo Draghi. Il Presidente del Consiglio si è detto disponibile a modifiche tecniche, ossia, senza stravolgere l'impianto del Ministro Cartabia che però, ai 5 Stelle, non può andar bene visto che limita la prescrizione in Appello e in Cassazione, proprio là dove l'ex Ministro Bonafede la bloccava. Il provvedimento arriverà in aula alla Camera venerdì 30 luglio. Nonostante le retromarce e le rassicurazioni, pesano ancora le parole della pentastellata Fabiana Dadone che ha parlato della possibilità che i Ministri 5 Stelle possano dimettersi. L'ostacolo principale all'accordo sono le posizioni del Movimento 5 Stelle che ha, nella Giustizia, una bandiera. Compito di Conte è trovare un punto di equilibrio fra chi, nel Movimento 5 Stelle, giudica l'improcedibilità una discesa verso l'impunità, e la posizione del Governo che deve fare i conti anche con le richieste dell'Unione Europea per una Giustizia più efficiente, pena il rischio di perdere i fondi del Recovery. Alla Camera ci sarebbero una trentina di deputati 5 Stelle sul piede di guerra pronti a non votare la fiducia. Al momento non sembra che la trattativa col Governo abbia fatto progressi significativi. A metà settimana Conte dovrebbe tornare a Montecitorio per un incontro con i parlamentari 5 Stelle. In attesa di conferma ci si affida agli ottimisti che ribadiscono come gli esponenti 5 Stelle abbiano già detto due volte "sì" alla riforma: quando è stata varata e quando è stata autorizzata la fiducia.

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