Stallo su Recovery fund, Conte: Non permettiamo rinvio

02 ott 2020

“Sul Recovery Fund è cruciale attuare quanto deciso a luglio, è una questione di credibilità” dice il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel al termine dei due giorni di summit a 27. Da settimane è, infatti, stallo sul via libera finale a causa dei veti incrociati tra alcuni Paesi - da un lato, i frugali; dall'altro, i Visegrad - sul rispetto dello stato di diritto come condizione per ottenere i fondi, mentre l'Europarlamento chiede un bilancio comune ancora più ambizioso. “Negoziato complicato” ammette la cancelliera Merkel, che si dice comunque ottimista e sulla bozza di compromesso messa a punto dalla Presidenza tedesca arriva il sostegno italiano. “Nessuno oggi può e deve permettersi o tentare, come dire, di mettere in discussione un impegno politico assunto a 27.” Tra i leader anche un confronto sulla pandemia. “Situazione in Europa preoccupante” dice Von der Leyen, che sollecita i 27 a un maggiore coordinamento. Quanto alla Brexit, si cerca ancora un accordo, ma non ad ogni prezzo. Via libera, invece, alle sanzioni contro la Bielorussia per la mancanza di trasparenza alle ultime elezioni e le violazioni dei diritti umani e da Minsk già si annunciano contromisure. Più delicata la questione Turchia. L'Europa chiede lo stop alle trivellazioni illegittime nei mari di Grecia e Cipro, minacciando che tutti gli strumenti sono sul tavolo, comprese le sanzioni, ma non è del tutto rottura. Troppo importante, infatti, il ruolo di Ankara sui dossier militari, energetici e migratori. Per questo l'Unione Europea non chiude del tutto la porta al dialogo. Promette, anzi, aiuti e accordi economici, qualora Erdogan dovesse avere un atteggiamento più costruttivo.

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