Stato emergenza, Conte: proroga inevitabile

28 lug 2020

Inevitabile per il Governo, sconcertante per l'opposizione. La proroga della discordia accende gli animi al Senato e non solo. Uno stato di emergenza da prolungare fino a metà ottobre, date le condizioni ancora non riconducibili a un tollerabile grado di normalità. I focolai nel Paese e soprattutto la piena diffusione negli Stati esteri, avverte Giuseppe Conte. Stato di emergenza liberticida, una pericolosa deriva, replicano Fratelli d'Italia e Lega, con Matteo Salvini che chiama il Capo dello Stato per esprimere preoccupazione. Il Premier però spiega le ragioni della scelta, ne elenca le motivazioni anche giuridiche, e ricorda le ordinanze che si sono susseguite nei mesi, e che restano di stretta e drammatica attualità, come sulla sorveglianza sanitaria sui migranti. Con la proroga dello stato di emergenza continueremo a mantenere in efficienza, quel complesso di misure e iniziative organizzative, operative, funzionali, che rendono il nostro Paese ben più sicuro. Smart working, reperimento delle navi per tenere in quarantena gli stranieri, procedure semplificate per l'acquisto dei materiali necessari alla riapertura delle scuole e blocco dei voli dai Paesi ritenuti ad alto rischio di contagio. Nessun allarme da creare, assicura Conte, anzi al contrario, dice, vogliamo mantenere la migliore efficienza organizzativa, dato che in Italia il virus ancora c'è. Poi l'invito a non drammatizzare il dibattito per una proroga che è trasparente, legittima, e che non rappresenta alcuna torsione autoritaria. Pd e 5 Stelle al fianco del Premier, piena condivisione esprime il leader dei dem Zingaretti, e cosi i pentastellati. Queste sono le parole che sono il centro dell'azione del Governo e della maggioranza, equità, giustizia sociale, associato al tema della libertà. Questa la direzione verso la quale stiamo andando. Ma dal centrodestra arrivano parole dure. Temo che l'unico stato di emergenza che il Paese sta vivendo, è quello della maggioranza di Governo che non sa più dove sbattere la testa. Di deriva liberticida parla Giorgia Meloni, di esecutivo incapace di governare, Forza Italia. E che la settimana dei lavori di aula si annunciasse carica di tensioni, era più che prevedibile, date le premesse e soprattutto i temi da trattare. Ma se sul fronte economico, recovery fund in testa, il confronto sembrava potersi indirizzare sui binari meno divisivi, ora, dopo il duro scontro del Senato, riannodare i fili di un confronto sui voti delle prossime ore dallo scostamento di bilancio, che servirà a dare vita al decreto agosto sulla proroga della cassa integrazione e non solo, all'autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini per il caso Open Arms, non sarà affatto facile.

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