Taglio dei parlamentari, Di Maio: vediamo chi vota no

18 dic 2019

64 firme per tenere più di 300 parlamentari sulla loro poltrona. Le firme sono quelle necessarie per dare il via al referendum confermativo sul taglio dei parlamentari. La riforma targata 5 Stelle, approvata pochi mesi fa, che doveva entrare in vigore il primo di gennaio e che ora rischia di saltare, soprattutto se dovesse prevalere l'istinto di sopravvivenza dei parlamentari, anche se Luigi Di Maio è fermo nelle sue certezze. “Voglio vedere - dice - chi voterà no al taglio di 300 parlamentari!” Se si andasse a elezioni anticipate nei prossimi mesi, infatti, si eleggerebbe un Parlamento a quota 1000, come adesso, e non con 400 deputati e 200 senatori, come previsto dalla riforma. Dal Presidente del Consiglio Conte in giù, però, ci si affretta a rassicurare che no, questo referendum non cambia l'agenda di Governo e non mette a rischio la maggioranza. “Il mio augurio è che questa finestra, di qui al referendum, che permette di votare con le vecchie regole servirà proprio da stimolo alla maggioranza per trovare una compattezza che ridia slancio a questa legislatura.” Una maggioranza, però, che prima del referendum deve fare i conti con il momento difficile del Movimento 5 Stelle, in crisi di identità, come ha certificato il garante Beppe Grillo, che a Roma ha incontrato i parlamentari. “Io credo che ci sarà una rivalutazione di tutto il nostro spirito, sì, si recupererà sicuramente!” “Come?” “E' una questione di spirito, di umanità, di parole, le famose parole guerriere dentro di noi. Qualche cosa è rimasto e verrà di nuovo fuori ancora più potente, secondo me. Ci vuole l'occasione, ci vuole un'idea e la stiamo pensando.” Sembra avviato a risolversi, intanto, il caso di Elio Lannutti. Il senatore, che si era candidato alla guida della nascitura Commissione sulle banche, sembra aver deciso di fare un passo di lato, dice Luigi Di Maio, per permettere al Movimento, probabilmente, di fare un passo avanti verso una compattezza che latita da un po'. E, parlando di compattezza, a Palazzo Chigi tra poche ore dovrebbe tenersi un vertice di Governo sulle intercettazioni, senza escludere che si affronti il vero nodo della riforma della prescrizione che vede PD e 5 Stelle ancora distanti.

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