Tajani nuovo presidente del Parlamento europeo

17 gen 2017

Dopo 38 anni – l’ultimo era stato Emilio Colombo nel 1979 –, un italiano torna a presiedere l’Aula di Strasburgo. Antonio Tajani ce l’ha fatta al quarto scrutinio, grazie al voto dei suoi colleghi dei Popolari europei e al sostegno dei Liberaldemocratici di Verhofstadt e dei Conservatori, in una competizione tutta tricolore, visto che l’altro candidato forte era il socialista Gianni Pittella. 63 anni, tra i fondatori di Forza Italia, a Strasburgo dal 1994, per sei anni Commissario europeo, Tajani ha ricevuto abbracci e strette di mano bipartisan, al momento della proclamazione, dopo un voto non facile e per nulla scontato. Per la prima volta dopo anni, infatti, mancava l’accordo tra i due principali Gruppi. Una frattura che di fatto ha posto fine alla grande coalizione tra Popolari e Socialisti. “Sarò il Presidente di tutti, rispetterò tutti i deputati, rispetterò tutti i Gruppi”. Ora, dice il neopresidente, si apre una nuova fase, e di certo l’asse politico si sposta. I socialisti, che con l’uscita di scena di Martin Schulz non hanno più alcun rappresentante tra le massime Istituzioni europee, ne escono indeboliti, mentre si rafforza il centrodestra. E centrale, in questa elezione, è stato il ruolo del Gruppo ECR, costituito in larga parte dai Conservatori britannici prossimi alla Brexit, e che fino all’ultimo hanno fatto sospirare il proprio sostegno. Una vittoria che Antonio Tajani decide di dedicare ai terremotati italiani, con la scelta di mettere tra i primi impegni una visita nei luoghi colpiti dal sisma. L’Europa, dice il neopresidente, non può dimenticarsi di queste persone.

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