Tensione in maggioranza, Pd incalza su Mes ma M5S chiude

30 giu 2020

Lettere, risposte e tensioni. Archiviata, anche se non del tutto, la questione scuola, il Governo torna ora ad affrontare uno dei temi più delicati e forse divisi per la maggioranza e non solo. Il fondo salvastati, dedicato all'emergenza sanitaria, 37 miliardi circa della discordia. Pd e Italia Viva favorevoli da una parte, i 5 Stelle contrari dall'altra. E così nel Centrodestra, Lega e Fratelli d'Italia per il no. Forza Italia decisa sul sì. A rompere gli indugi Nicola Zingaretti, che prende carta e penna e avverte "è tempo di decidere, basta tergiversare, quei soldi servono", dice il segretario Dem, duro come non mai, nei confronti dell'esecutivo. Il leader dei democratici elenca le 10 ragioni concrete per cui il Governo deve dire sì ai soldi europei senza condizionalità da investire per il sistema sanitario. Non giriamo attorno. I soldi del Mes sono utilissimi, tanto più che sono senza il condizionamento. Arrabbiamo lo Sure, il Mes, il Recovery abbiamo un quadro complessivo, allora tutto è più accettabile credo anche per i 5 Stelle. Ma i pentastellati non mollano, restano convinti che il Mes abbia bisogno di ulteriori approfondimenti per essere valutato. "Così com'è non va utilizzato", anzi, spiega il capo politico Vito Crimi. Piuttosto la stessa somma necessaria la si attenga con altro scostamento di bilancio, altro deficit. Perché noi ora diciamo che siamo coerenti, abbiamo sempre sostenuto che occorre chiarezza. Noi non mettiamo in dubbio che ci possano essere anche degli aspetti positivi, ma vanno messi in relazione con un quadro molto più generale. Questo, se viene chiamata miopia, allora non ci siamo. E così in una maggioranza messa a dura prova da divergenze e tensioni, il Premier Conte accelera sul decreto semplificazioni per approvarlo in settimana e affronta altri dossier industriali complicati, da Alitalia, per lanciare la nuova società con i nuovi vertici, all'ex Ilva, per definire l'investimento pubblico ed evitare la chiusura. Azione e mediazione sembra questa la strada obbligata per Palazzo Chigi che deve poi registrare anche divergenze tra Pd e renziani sulla proroga della cassa integrazione, con i Dem che ne chiedono l'estensione a tutto il 2020 e i secondi contrari. Misura invece necessaria per il Ministro dell'Economia Gualtieri, prolungare cioè il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione, rendendoli gradualmente più selettivi. Intanto nel Centrodestra si valuta la linea da tenere viste le diverse opinioni innanzitutto sul Mes, con gli azzurri convinti per il sì a tal punto da minacciare di non votare il prossimo scostamento di bilancio senza un via libera all'utilizzo anche del fondo salvastati.

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