Da un lato un'archiviazione, dall'altro l'apertura di un nuovo fascicolo. L'inchiesta sulla gestione della prima fase della pandemia, nel 2020, politica, istituzionale e organizzativa, si arricchisce di nuovi colpi di scena. Il Tribunale dei Ministri ha infatti archiviato la posizione dell'ex Premier Conte e degli ex Ministri Speranza, Lamorgese, Guerini, Di Mario, Gualtieri e Bonafede finiti indagati a seguito delle denunce da parte di associazioni dei famigliari delle vittime e dei consumatori. Gli ex rappresentanti dell'esecutivo erano indagati, tra l'altro, per epidemia colposa e omicidio colposo in seguito alle denunce presentate a partire già dal mazzo 2020, in cui si ipotizzavano le inefficienze e i ritardi del Governo nell'adozione delle misure restrittive, necessarie a fronteggiare l'emergenza. In pratica, in una situazione di estrema incertezza sulla stessa origine della pandemia, sarebbe impossibile provare comportamenti dolosi da parte dell'allora maggioranza di Governo. Mancherebbero cioè i presupposti stessi per contestare alcun reato. Resta però aperta la posizione relativa all'inchiesta della Procura di Bergamo. Tutto mentre si apre uno stralcio romano della stessa inchiesta bergamasca, nel quale sempre l'ex Ministro della Salute, Speranza, e i suoi predecessori, Giulia Grillo e Beatrice Lorenzin, sarebbero indagati per omissione in atti d'ufficio. Risulterebbero responsabili dell'omessa istituzione e rinnovo del Comitato Nazionale per la Pandemia, in pratica l'aggiornamento del piano pandemico. Altra indagine per il reato di falsità ideologica è invece a carico di alcuni tecnici ed ex dirigenti del Ministero della Salute. Secondo I magistrati che hanno trasmesso a Roma gli atti per competenza, sarebbero responsabili per i dati falsi comunicati a OMS e Commissione Europea.























