Speranza: "Su J&J valuteremo ma è vaccino utile"

13 apr 2021

La tegola Johnson & Johnson, rischia di inceppare la macchina della campagna vaccinale, mentre il Governo pensa a maggio, come il mese delle serrande alzate. Nel giorno in cui il vaccino americano sbarca nell'hub di Pratica di Mare, alle porte di Roma, dopo la denuncia di alcuni casi gravi segnalati dall'Agenzia del Farmaco statunitense, Roberto Speranza rimanda ai prossimi giorni, le valutazioni sul siero anti-Covid, di cui si aspettano 7 milioni e mezzo di dosi. "Penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato, perché è un vaccino importante" scandisce il Ministro della Salute, dopo aver incontrato gli esperti, l'AIFA ed essersi collegato con l'Agenzia Europea del Farmaco. "È chiaro che di fronte a un'azione come quella della ditta, della compagnia Johnson & Johnson, noi prendiamo atto, verranno tenute un attimino in stand-by e verranno distribuite appena ci sarà chiarezza su questa situazione". Anche Speranza addidato come il severo custode del rigore e su cui si addensano voci, smentite, di un possibile addio, sembra essersi convinto che a maggio si possa finalmente, ripartire in sicurezza. "Io credo che sia sicuramente lecito, aspettarsi delle riaperture per maggio, ma verificheremo i dati, giorno per giorno, come è giusto. L'ipotesi di lavorare in modo particolare sull'aperto, personalmente, mi convince molto". Ma sul ritorno in pista delle discoteche, il Ministro resta cauto. Speranza insiste con l'Europa, per il passaporto vaccinale e l'auspicio è, che arrivi entro giugno. Dunque, superata la metà di aprile, il Governo comincerà a concentrarsi, su uno scenario di ripartenza, già sollecitato dal Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti e dalla Ministra per gli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, convinti, come tutto il centrodestra, che un'Italia chiusa per virus, alla lunga non sarebbe socialmente sostenibile, con le manifestazioni di protesta, che prendono piede. "Dal 20 di aprile si può cominciare a riaprire, riaprire le attività all'aperto: bar, ristoranti, piscine, centri sportivi, agriturismi, teatri e poi, progressivamente, col migliorare della situazione, si può procedere ad una vera e propria riapertura".

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