Virus, Conte: Natale? Sacrifici ancora necessari

26 nov 2020

Visti i segnali positivi che arrivano sulla curva del contagio, il presidente del Consiglio si spinge fino a dire che si aspetta nelle prossime ore un RT che arrivi a 1 e che molte regioni rosse diventino arancioni o gialle. Ciononostante la linea resta quella della prudenza e quindi ci aspetta comunque un Natale di sacrifici necessari, avverte Conte, come del resto aveva già fatto il ministro per le Regioni Boccia che sul coprifuoco alle 22, anche per la vigilia, parlando durante la riunione con gli enti locali, avrebbe tagliato corto. "Gesù bambino può nascere due ore prima. In attesa di ulteriori riunioni sul prossimo DPCM in arrivo, dal vertice fra Governo, Regioni, Comuni e Province, emergono alcuni dettagli sui principali nodi ancora da sciogliere, come quello dei possibili ricongiungimenti familiari. Il ministro della Salute Speranza dice che anche se si dovesse arrivare ad avere un'Italia tutta gialla sarebbe comunque bene evitare gli spostamenti tra una regione e l'altra. Poi c'è la scuola, altro tema delicato, perché mentre si discute se riaprirla già a dicembre le regioni compatte chiedono che si continui con la didattica a distanza almeno fino al 7 gennaio. Sugli impianti di sci chiusi e il turismo invernale fermo il ministro Boccia promette ristori per le attività e conferma: "riapriremo quando l'epidemia si sarà raffreddata, speriamo in un mese e mezzo". Il governatore del Trentino Fugatti fa sapere infatti che si parla di arrivare almeno fino all'Epifania. Le regioni chiedono che in questo caso si chiudano le frontiere per evitare la concorrenza di altri stati europei che invece lasciano tutto aperto.

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