Virus, ok del Cdm all'app Immuni, scaricabile dal 18/05

30 apr 2020

Sarà scaricabile sugli smartphone, a partire dal 18 maggio, senza essere obbligatoria e servirà a tracciare i contatti di ogni cittadino, con l'obiettivo di avvertire chi è entrato in relazione con un soggetto positivo al Coronavirus, ma con la garanzia che sarà tutelata la privacy. Dopo giorni di dubbi e di interrogativi, il Consiglio dei Ministri ha stabilito le regole di Immuni, l'App che secondo il Governo sarà uno strumento fondamentale per la fase due, contro la diffusione dei contagi, ma che deve ancora avere il via libera definitivo da parte del garante della privacy. Il decreto legge fissa i principi base. L'utilizzo dell'App sarà su base volontaria, sarà esclusa la geolocalizzazione e garantito l'anonimato. Tutti i dati raccolti dall'applicazione verranno cancellati automaticamente entro il 31 dicembre 2020. Il sistema non vedrà dunque dove andiamo, ma solo chi incontriamo, a patto che anche l'altro abbia scaricato l'App. E le informazioni ottenute, attraverso il tracciamento, non verranno utilizzate per nessun'altra finalità. Inoltre, il mancato uso dell'App, non comporterà alcuna limitazione o conseguenza. Per il Ministro dell'innovazione, Paola Pisano, se il sistema sarà scaricato dal 25-30 per cento degli italiani, ci sarà una buona resa, anche se gli epidemiologi fissano la soglia minima in un 60 per cento. L'Italia non è l'unico Paese che si affida a un'applicazione per mappare i contagi, in Australia esiste già la Covidsafe, App che funziona con il Bluetooth ed è in grado di segnalare se l'utente è stato per almeno 15 minuti nel raggio di un metro e mezzo da un positivo. I dati vengono conservati solo 21 giorni e solo nel telefono, se però il positivo è consenziente, il cittadino viene registrato in un server governativo. In Norvegia, invece, l'App Smittestopp, stop all'infezione, è già stata scaricata dal 60 per cento dei cittadini, usa sia il Bluetooth sia il Gps. Gli spostamenti degli utenti sono registrati su un server governativo, ma solo per 30 giorni. L'aspetto della privacy, però ha alcuni punti critici qui, anzitutto il fatto che esiste già un'altra applicazione in grado di identificare da quale cellulare provengano i segnali che, di fatto, rende tutti potenzialmente controllabili da chiunque.

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