Voto comune, Torino tra inquinamento e periferie

23 set 2021

La foschia di oggi è un velo malinconico che ci impedisce di scorgere la colonna di Alpi che cinge Torino, da ovest a nord. Una bellezza, ma anche una condanna per la città, che a causa delle alte montagne tutt'intorno, fa fatica a disfarsi della cappa di smog che ristagna su di lei, attribuendole spesso la maglia nera di città più inquinata d'Italia. "Con costi sociali molto alti, è di duemila euro all'anno, si calcola il prezzo che ogni cittadino paga per l'inquinamento ed è ancora più salato il conto in termini di salute, quasi mille morti premature ogni anno". Eppure il tema, non è centrale in nessuno dei programmi dei 13 candidati sindaco a cui Legambiente gira queste due proposte, per arginare il problema. "Ripristino della rete tranviaria e la sua valorizzazione e il ripristino delle ferrovie sospese della città metropolitana. E poi soprattutto, un lavoro forte sulla città di 15 minuti, che è un concetto che prevede che i cittadini possano, nei 15 minuti, tramite mobilità sostenibile o trasporto pubblico locale, raggiungere i servizi, quindi i giardini, istruzione, salute". Dal Monte dei Cappuccini, al popoloso quartiere Barriera di Milano, quasi 50mila abitanti, non sono nemmeno 5 km, ma qui la distanza dalla bellezza e dall'eleganza del centro, si avverte ad ogni angolo, la sente sulle sue spalle la preside dell'Istituto Comprensivo Gabelli, 1200 alunni, il 92% stranieri. Difficile l'integrazione con questi numeri, ancora più difficile se nella tua scuola, conti sei furti nei primi 20 giorni di Settembre. "Sono persone borderline, barra drogati, che in questa zona, sicuramente si riferiscono al notevole spaccio che c'è, perché io passo da un plesso all'altro e attraverso una zona che chiaramente, anche di giorno, si vedono gli spacciatori". "In questo momento, secondo lei, Barriera di Milano, è un quartiere ghetto?" "È da un paio di anni si. Dagli ultimi due anni, la percezione che io ho, si". Strade sporche, droga, delinquenza, emarginazione, cinque anni fa, le periferie erano state cruciali nella campagna elettorale e i voti, li avevano cercati anche qui, nella Casa di Quartiere di Barriera, che ha sede nei bagni pubblici di via Agliè. Nati negli anni 50 per offrire una doccia agli immigrati meridionali che lavoravano alla Fiat e non avevano i servizi igienici nelle case di ringhiera, oggi sono un presidio di legalità e integrazione nel cuore di Barriera. "Il Barriera di Milano è un quartiere che ha dimostrato di saper costruire la coesione sociale, ha dimostrato di sapere costruire integrazione tra popolazione autoctona e immigrati, ma ha bisogno di una visione del Sindaco. Quindi io invito il prossimo Sindaco a venire a Barriera di Milano, una giornata intera, con delle scarpe comode, che ci andiamo a fare una passeggiata".

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