Whirlpool, ritirata procedura chiusura stabilimento Napoli

30 ott 2019

Dopo un lungo braccio di ferro tra tensioni e polemiche, la multinazionale americana Whirpool ha ritirato, in extremis, la procedura di cessione per lo stabilimento di Napoli, che doveva essere effettiva dal primo novembre. E dunque, per ora, viene evitato il licenziamento dei suoi 400 operai. L'azienda precisa: ora è necessaria una soluzione a lungo termine. Mentre il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, parla di passo fondamentale per riprendere la trattativa. In questo momento si ricomincia a produrre con le stesse condizioni di prima. Io credo che adesso ci sono le condizioni per sedersi a un tavolo con l'impresa, con le parti sociali. Una situazione ancora lontana da una soluzione definitiva, ma con questo passaggio, che ferma il licenziamento collettivo dei dipendenti, si parla ora della possibilità di ripristinare un clima costruttivo nella trattativa tra azienda, Governo e le organizzazioni sindacali. Sul fronte politico, il Ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, commenta: lo stop è un'ottima notizia e soddisfazione per i lavoratori e una città che uniti hanno lottato e ottenuto il risultato. La cessione, hanno sempre sostenuto i sindacati, sarebbe avvenuta in aperta violazione dell'accordo dell'ottobre 2018, nel quale Whirpool si era impegnata in investimenti e non in cessioni. C’è ancora tempo per un buon progetto, perché l'azienda deve rimanere a Napoli. La reazione della leader CISL, Annamaria Furlan, mentre il segretario generale della UIL, Carmelo Barbagallo, taglia corto. Un buon risultato, ma non è ancora la conclusione positiva di questa complessa vicenda. E domani a Napoli resta confermato lo sciopero generale, proprio sul caso Whirpool, perché la sospensione, si dice, deve trasformarsi in atto concreto. Clima di armistizio, quindi intorno al dossier, in attesa di nuovi sviluppi.

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