Zingaretti a Sky Tg24: verificare condizioni governo svolta

21 ago 2019

“La Direzione che a questo punto dà un mandato pieno per trattare, dialogare con il Movimento 5 Stelle, ma soprattutto lei parlava di discontinuità politica in caso, appunto, di confronto con i pentastellati”. “Sì, perché quanto detto anche ora - ascoltavo dall'onorevole Centinaio - in parte è vero. Noi abbiamo avuto un Governo nato nella dialettica parlamentare e non con il supporto degli elettori, perché erano due partiti alternativi nello scontro elettorale. Ora questo Governo non c'è più e dentro la dialettica parlamentare io ho avuto mandato all'unanimità non di proseguire l'esperienza del vecchio Governo, ma di verificare le condizioni, se esistono o no, per dare vita a un Governo di svolta, che cambi l'agenda del Paese, che rimetta al centro il lavoro, rimetta al centro lo sviluppo, che sia leale all'Europa e per un forte rinnovamento dell'Europa, che difenda la democrazia parlamentare, così come è scritto nella Costituzione, e quindi ho avuto un mandato a verificare l'ipotesi di dare vita a un Governo di svolta per salvare l'Italia, perché purtroppo, e questo va detto, il Governo che è caduto lascia in eredità una situazione economica e sociale catastrofica. Noi abbiamo dei conti che ci parlano, solo per l'IVA, della necessità di trovare 23 miliardi di euro, abbiamo l'esplosione della cassa integrazione a zero ore, con un aumento del 98%, ogni giorno aprono crisi aziendali, e noi guardiamo a questa condizione dell'Italia, la condizione materiale di vita delle persone. Se ci saranno le condizioni per una svolta che riapra un processo di sviluppo e di crescita, che rimetta al centro tanti temi della nostra agenda, e su questo con i 5 Stelle e altre forze politiche si trova un accordo, abbiamo il dovere di provarci”. “Ecco, quindi, in questo caso domani nelle consultazioni con il Capo dello Stato sarà questo il messaggio del Partito Democratico?” “Assolutamente sì. Per la prima volta dopo tanti anni c'è stata una totale unanimità nella nostra Direzione, senza voti contrari o astensioni, ma una piena convinzione su questo mandato. Esplorare l'ipotesi di una nuova maggioranza che aiuti l'Italia a rimettersi in piedi e a guardare al futuro con maggiore serenità, perché il progetto gialloverde, per la stessa ammissione dei protagonisti, è fallito. Avevano iniziato raccontando e puntando alla rivoluzione; c'è stato l'epilogo che abbiamo visto ieri al Senato. Ora, in una Repubblica parlamentare, è un dovere delle forze politiche verificare l'ipotesi di poter realizzare, appunto, un'altra maggioranza. Se questa ipotesi, se questa maggioranza, di un Governo di svolta, forte, autorevole e con un suo programma non ci sarà, andremo al voto, combattendo nella società italiana per questi valori e per questi punti di programma”. “Ecco, il Segretario ascolta lo studio. Ci sono domande da parte tua per il Segretario Zingaretti?” “Beh, sì, sì, assolutamente. Approfitto volentieri. Allora, intanto chiedo al Segretario, dopo aver ottenuto questo mandato pieno dalla Direzione del Partito Democratico, anche se sappiamo - lo ha detto tante volte - che il PD non ha paura di tornare alle urne, a questo punto però le chiedo, Segretario, se possiamo considerare, se non tramontata, quantomeno, intanto, più lontana la possibilità di tornare alle urne. E questa la prima domanda”. “Guardi, questo non dipende solo da noi. Noi abbiamo fatto un passo molto chiaro che, ripeto, è quello di riverificare l'ipotesi di costruzione di una maggioranza larga, basata su contenuti nuovi, di svolta e di cambiamento, e questo va verificato. Non dobbiamo cercare scorciatoie. Proprio alla luce ad esempio dell'esperienza del Governo fallito, presieduto dal dottor Conte, io credo che lì si sia fatto un errore ai nastri di partenza, illudendosi che un contratto nel quale si sono scritte cose, appunto, a volte in contraddizione, o comunque ognuno metteva il suo punto di vista, sia stato uno strumento debole e fragile. Io credo che, se deve nascere un Governo, dovrà nascere sulla base di una condivisione vera di un'idea e di una ipotesi di sviluppo del Paese. Quindi noi iniziamo a lavorare, ripeto, con tutta la buona volontà per riuscirci, e dare a questo Paese un Governo forte e autorevole, che rimetta al centro il lavoro, lo sviluppo sostenibile, la crescita e gli investimenti. Ma il Partito Democratico, proprio forte di questa posizione, è pronto, se non ci dovessero essere queste condizioni, ad andare al voto e a combattere nel Paese, visto che chi ha governato l'Italia in questi 15 mesi, per loro stessa ammissione, ha fallito, perché ieri nel dibattito al Senato tutta l'Italia ha preso atto che un'ipotesi di Governo è venuta meno, perché quel progetto è fallito”. “Senta, Segretario, lei ha già ribadito che condizione necessaria per trovare un'alleanza con il Movimento 5 Stelle è una profonda discontinuità. Ora io le chiedo: è una discontinuità che si riferisce soltanto ai contenuti, e quindi al programma, oppure anche ai nomi, e per essere più diretta, che mi viene meglio, è possibile o è da escludere totalmente, oggi, da parte sua, la possibilità di un Conte bis?” “Guardi, io non voglio scendere nella dialettica dei nomi. Quando noi parliamo di discontinuità, per essere chiari, parliamo della necessità di un nuovo Governo, di un altro Governo, che chiuda una stagione politica che rispettiamo, ma che noi in questi 15 mesi abbiamo combattuto, perché abbiamo giudicato dannosa per gli interessi del Paese. E quindi noi possiamo portare il nostro contributo alla costruzione di una nuova maggioranza e di un nuovo Governo. Questo mi sembra assolutamente chiaro. La parola “discontinuità” è riferita sia alle personalità sia ovviamente ai contenuti che deve avere come base questo Governo di programma”.

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