Zingaretti, nessun ripensamento. Assemblea PD 13 e 14 marzo

05 mar 2021

Nicola Zingaretti non torna sui suoi passi, nonostante il pressing per un ripensamento che arriva da tutte le latitudini del Pd, anche quelle più fredde nei suoi confronti fino a ieri come Stefano Bonaccini. Il tema non è un mio ripensamento, il tema è far fare al gruppo dirigente del partito un salto in avanti nella capacità di essere più sincero, anche schietto e plurale, ma solidale, aperto, vi scongiuro, aperto all'esterno per costruire un disegno sul futuro dell'Italia. Ora non è più ufficialmente il segretario del partito democratico, la sua lettera di dimissioni è arrivata al Nazareno nel primo pomeriggio, la Presidente del partito Valentina Cuppi ora guiderà le operazioni fino all'assemblea del 13 e 14 marzo. Il percorso da seguire lo faremo a partire dal 13 marzo, il giorno nel quale ho convocato l'assemblea nazionale e mi auguro davvero che sia una discussione franca, con la volontà di ricostruire. L'assemblea ha due strade, o eleggere subito un nuovo segretario che rimanga in carica fino al 2023, o avviare la fase congressuale, designando un reggente che traghetti il partito alla scelta con due contendenti all'orizzonte che già emergono, Stefano Bonaccini e Andrea Orlando. La mia preoccupazione non è quella di cercare un segretario per il mio partito, ma è quello appunto di lavorare perché il Pd abbia un'identità forte, nuova e sposi degli obiettivi programmatici e ambiziosi e parli dei problemi del paese. È qui il punto, non è questo il momento di parlare di successioni o di aprire a scontri tra gruppi. Una cosa è certa, la detta lui, Nicola Zingaretti darà il suo contributo sul come circolano varie ipotesi, una in particolare ha del clamoroso, lasciare la regione e candidarsi a sindaco di Roma, il diretto interessato per ora smentisce.

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