Zingaretti pronto al confronto con M5S su base di 5 punti

23 ago 2019

Fuori i secondi perché da adesso la palla passa direttamente nelle mani di Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio, che - ed è una notizia - si sono sentiti, sondati soprattutto tramite WhatsApp e adesso preparano l'incontro decisivo, o almeno questa è la linea, la richiesta che emergerebbe dal Nazareno, dove pure non si escludono incontri a livello di capigruppo. Al termine di una giornata carica di tensione, il segretario Zingaretti dà la luce verde alla trattativa. “Dalle proposte e dai principi da noi illustrato al Capo dello Stato e dalle parole e dai punti programmatici esposti da Di Maio - dice Zingaretti - emerge un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare”: così Zingaretti dopo ore di sospetti e tensione per la mancanza di un chiaro segnale di apertura da parte di Luigi Di Maio e per quei cinque punti ritenuti imprescindibili per avviare il discorso sul governo, che, secondo indiscrezioni, in realtà sono tre, molto più stringenti, per formare il governo della svolta. No al taglio dei parlamentari senza una riforma complessiva del sistema di rappresentanza, definizione della manovra prima del mandato e cancellazione dei due decreti sicurezza: queste le condizioni poste da Nicola Zingaretti. “Abbiamo indicato al Presidente i primi non negoziabili principi a cui il nuovo governo dovrebbe rifarsi, tra cui la chiara e indiscussa scelta europeista e l'impegno a costruire un'Europa profondamente rinnovata all'insegna dello sviluppo, del lavoro e della solidarietà; il pieno riconoscimento e difesa della democrazia rappresentativa a partire dal valore della centralità del Parlamento; una svolta radicale nelle scelte economiche e di sviluppo puntando alla sostenibilità ambientale e ridando totale centralità a politiche redistributive, agli investimenti, ai temi del lavoro e attenzione all'equità sociale e per evitare ulteriori inasprimenti fiscali a cominciare da quello dell'IVA; una svolta, infine, con l'Europa nell'organizzazione e gestione dei flussi migratori rispetto ai decreti che si sono approvati in questa legislatura”. Il Presidente della Repubblica ha dettato i tempi, ci sono pochi giorni per risolvere il rebus governo. Si tratta di capire se PD e Movimento 5 Stelle questa volta saranno capaci di unire i punti.

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