David Bowie, tributo in ricordo del visionario artista

Nel secondo anniversario della sua morte, David Bowie è ancora vivo nel cuore di milioni di fan. Il performer più “camaleontico” e iconico della storia della musica moderna (che per molti critici ha lui stesso inventato), lascia un’eredità di 27 album (in studio) tra i più significativi nel panorama del rock. Rivoluzionario, e spesso audace, trasformista (ha lanciato stili e mode), polistrumentista (oltre dieci gli strumenti “nelle sue corde”), David Bowie in cinquant’anni di carriera ha attraversato epoche e generi, totalizzando vendite record (140 milioni di dischi) senza mai “sedersi” sul presente ma continuando ad evolversi, ad innovare e sperimentare, in una continua ricerca di percorsi stilistici alternativi. Arrivando a confezionare persino propri alter ego, “altri da sé” sui quali cucire abiti di scena e sonorità ad hoc, dal re del glam rock Ziggy Stardust (uscito di scena simulando pubblicamente un suicidio “on stage”) al Duca Bianco, glaciale e romantico personaggio da lui inventato e interpretato nell’indimenticabile L’uomo che cadde sulla Terra. Visionario anticipatore, David Bowie ha predetto in tempi non sospetti l’avvento delle piattaforme di music streaming (“dove la musica scorre come acqua o elettricità”). Ma soprattutto, David Bowie ha regalato al mondo canzoni come Life On Mars, Starman, Heroes, Changes, Space oddity, Ashes to ashes e molte altre. Non sappiamo dove si trovi adesso David Bowie, forse in una costellazione di 7 astri (a forma di lampo dell’album “Aladdin Sane”, individuata da Radio Brussels e dall’Osservatorio Mira), vicino al suo pianeta più caro, Marte.


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