Sul set di Calibro 9, sequel dello storico poliziottesco

Davanti al carcere di San Vittore. È qui che in un giorno di piena estate il regista Toni D'Angelo batte uno dei ciak di “Calibro 9”. Il film riprende la vicenda raccontata da Fernando Di Leo nel suo “Milano calibro 9”, poliziottesco anni '70 che ha fatto scuola. “Si racconta l'uscita dal carcere dopo tanti anni di Rocco Musco, che allora fu interpretato da Mario Adorf, che dopo tanti anni esce di galera e incontrerà questo avvocato che lo ha aiutato ad uscire e ricomincerà tutta l'avventura calibro 9. E' il cinema ci ha resi famosi nel mondo, è il cinema che ancora oggi vende in tutto il mondo e di cui va fiero anche Tarantino”. In scena c'è Michele Placido. “Un ruolo, un personaggio che ha una bella... un personaggio tosto della mala calabrese e il rapporto che ho avuto con quel cinema, avevo seguito come tutti i ragazzi all'epoca seguivamo il poliziottesco, poi da lì un po' più o meno qualcosa ho avuto a che fare anche io perché i film “Crime noir”, “Romanzo criminale”, soprattutto ambientato a Milano, Vallanzasca con Kim Rossi Stuart di cui ero regista, in qualche modo mi accomunano a quel film”. Ksenija Rappoport “Con Michele Placido abbiamo fatto un grande film di Giuseppe Tornatore e quindi è stato un incontro bellissimo, sono felice di lavorare con lui di nuovo, la prima cosa necessaria, se la storia mi tocca, se mi guarda questa storia, mi emoziona, la seconda è se ho mai recitato prima una cosa del genere e poi il regista e i partner sul set. Anche questo è molto importante”. Nelle pause tra una ripresa e l'altra, intercettiamo anche Alessio Boni, che in “calibro 9” è un commissario di polizia. E' lui a spiegarci come il film racconti anche nuovi modi di operare della criminalità organizzata. “E' più subdola, ci può essere anche un ingegnoso criminale di testa che magari è bravissimo, è un hacker meraviglioso con il computer, ma non avrebbe mai il coraggio di tenere in mano neanche una pistola, neanche un coltello. E' cambiata in quello e riguarda tremila sentieri. Primo il sentiero era unico, dovevi avere veramente il fegato”. “Calibro 9” sarà nei cinema la prossima primavera.


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