Al via la Riccardo Muti Italian Opera Academy

Maestro Muti, partiamo da questo Teatro, questo Teatro che rivive grazie alla sua Accademia dopo tanti mesi di lockdown. Che impressione le fa? “L'esserci ritrovati con i ragazzi della Cherubini dopo mesi di assenza dalla musica, dal fare musica insieme, dal vivere insieme nell'armonia e nella musica è stata un'emozione. Queste parole poi sono sempre molto difficili da dire perché si cade nella retorica, però è chiaro che una sinfonia significa, appunto, suonare insieme, un'orchestra sinfonica di persone che suonano insieme, quindi il fatto che Ravenna sia stata la prima ad aprire le porte alla musica è un fatto che sottolinea il coraggio, la volontà soprattutto di andare avanti”. Maestro Muti, questa Accademia ha tre fondamentali caratteristiche che è bene sottolineare. La prima è il fatto che il pubblico possa assistere alle sue prove e possa capire, attraverso le sue prove, le prove che lei farà con chi selezionerà e con l'orchestra Cherubini, qual è il percorso, qual è il lavoro dalla partitura fino al podio. Poi vogliamo ricordare il gemellaggio che l'Italia ha con il Giappone, quindi con Tokyo. Altra cosa molto importante è il fatto che questa Accademia viene finanziata da privati. “Il lavoro dell'Accademia sottolineo che è basato sull'insegnamento – tra virgolette, perché è già una parola molto arrogante – sul dire ai ragazzi quei segreti che io ho accumulato dai miei insegnanti tanti anni fa, più di mezzo secolo fa, quindi dare ai ragazzi il senso morale del loro lavoro artistico e soprattutto insegnarlo attraverso l'opera italiana. I direttori d'orchestra molto spesso non sono preparati come erano preparati i direttori di una volta che nascevano nei teatri come maestri collaboratori e imparavano proprio come diceva il mio maestro Votto che fu l'assistente di Toscanini alla Scala: il direttore d'opera deve respirare la polvere del palcoscenico. Siamo in un momento in cui il treno ha deragliato, è uscito fuori dai binari e bisogna aspettare che arrivino i pompieri, che prendano il treno e lo rimettano su”. E quanto è necessario aspettare affinché arrivino i pompieri e affinché il treno torni nei binari giusti? “Non lo so. Io sono abbastanza pessimista, credo che per riprendersi ci vorrà molto tempo”.

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