Armani day a Milano, immersione nell'eleganza di Re Giorgio

15 nov 2019

Si parla già dell'Armani day di Milano. Quella che re Giorgio ha regalato alla città che ha contribuito a renderlo così grande è stata una giornata delle prime volte. E nel caso di un uomo con una carriera di quasi mezzo secolo alle spalle, la prima volta suona davvero strana. Eppure tra l'headquarter di via Bergognone, in quell'ex periferia, ora diventata zona esclusiva e in pieno centro storico di via Manzoni, sono andate in scena ben tre prime volte, a cominciare dalla presentazione della linea di alta gioielleria, svelata in anteprima all'Armani Hotel, un altro dono dello stilista alla città che lo ha adottato. Tre collezioni diverse e una nuance creata personalmente da Giorgio Armani che, come il greige nel prêt-à-porter, inventa anche per i gioielli una nuova tonalità di oro. Prima volta anche per la mostra dedicata al mondo degli accessori, curata dallo stilista in ogni dettaglio. Oltre 800 pezzi creati in più di 40 anni, quando ancora non era scoppiato il boom di scarpe e borse, ma su cui lo stilista aveva da subito creduto. Una serata che riunisce un parterre fatto soprattutto dalla nobiltà e dall'alta borghesia milanese, ma anche da chi ha avuto l'occasione di lavorare con lui e che da allora lo segue con stima ed affetto. “Secondo me è quello che ti tiene giovane, di avere delle passioni che abbia il signor Armani, di avere voglia di essere incuriosito, di mettersi sempre alla prova, di continuare. Bellissimo”. Una giornata di totale immersione nel mondo Armani, tra arte, design e moda, che ha il suo apice con la sfilata dove re Giorgio mostra al pubblico, ancora per la prima volta, qual è il lavoro che sta dietro una collezione commerciale. In passerella presenta la sua versione di trasformismo, in cui l'Oriente torna ad essere fonte di ispirazione. Una donna che è libera di cambiare seguendo il suo umore, per essere sempre se stessa, sicura e indifferente ai commenti. Un altro omaggio di Giorgio Armani a Milano, città diventata grande con lui. “Credo che Giorgio sia molto milanese, ovviamente, per lo stile e per la classe che ha, ma perché riesce a coniugare questo modo di vivere, in cui il lavoro è centrale, ma anche godersi la vita è centrale”. “Armani è Milano. È davvero capace sempre di rigenerarsi e di creare un profilo di eleganza irraggiungibile e con continuità”. Un Armani day, inno a Milano, che però ha eco in tutto il mondo. Oggi è stata una grande giornata per la moda e per Milano. Noi qui stasera ci siamo emozionati, ma lei, dopo una lunga carriera come la sua, si emoziona ancora in serate come questa? “Emozione sì, l'emozione c'è, perché quando tu vedi una ragazza che riesce a capire che cosa tu le stai mettendo addosso è una grande emozione, e quando trovi una cliente che dice... magari non ha la corporatura ideale, però vuol mettere Armani a tutti i costi, altra emozione importante”.

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