Armani e il Giappone, la cruise collection sfila a Tokyo

06 giu 2019

Re Giorgio conquista il Giappone e per un giorno diventa imperatore. In occasione della riapertura della rinnovata Ginza Tower, il concept store inaugurato nel 2007 e diventato uno dei principali punti di riferimento architettonici della zona, Giorgio Armani porta in passerella, per la prima volta, le collezioni Cruise uomo e donna e lo fa con una sfilata speciale, al Museo nazionale di Tokyo, tra i più importanti al mondo. La scelta del Paese del Sol Levante del resto non è casuale, quello dello stilista piacentino per il Giappone è infatti un amore profondo, un legame che risale a diversi anni fa, quando in occasione del conferimento di un importante riconoscimento, visitò il Paese per la prima volta e capì immediatamente che avrebbe potuto significare molto per lui. Quelle forme pure ed essenziali, quella luce e quell'eleganza, parlavano la stessa lingua del suo stile. Quella ospitata nel suggestivo edificio Hyokeikan, il cui nome significa congratulazioni, è una collezione internazionale, pur diventando di fatto emblema della donna giapponese, elegante per natura, nei gesti, nei modi, nella dolcezza dello sguardo. I toni sono neutri, si parte dal caffè, il nuovo greige Armani, per passare al beige, al blu, fino ad accendersi nel rosso. Le linee sono morbide, in un dialogo naturale tra corpo e vestito, tessuti che accarezzano la silhouette nella donna e scolpiscono la linea maschile. Il DNA Armani è evidente, ma in modo più libero, meno legato ai cliché, è una collezione più moderna, più disinvolta, con un'attitudine più rilassata. Soprattutto è una collezione pensata per il mercato e per questo ben radicata nella realtà, perché i vestiti, come Giorgio Armani insegna da tempo, vanno indossati, non ammirati in fotografia. Il segreto del suo successo, ci ha confessato lo stilista, è sfiorare la provocazione, per poi far subito marcia indietro, creare innovandosi, pur rimanendo fedele a se stessi. Un pensiero molto vicino al Giappone, di cui lo stilista ammira non solo lo stile, ma anche la cultura, quella di un popolo che è rimasto fedele alla sua storia, pur nella sua straordinaria modernità. Un amore del tutto corrisposto, come dimostrato dall'affetto della gente comune. A fine di una sfilata che ha visto in prima fila anche gli Uma Thurman è l'archistar Tadao Ando, Giorgio Armani ha percorso, emozionato, ma anche molto felice, l'intera passerella, guadagnandosi una standing ovation, perché per lui c'è qualcosa che va aldilà della semplice ammirazione, è affetto e riconoscenza, per aver contribuito a rendere grande l’Italia nel mondo.

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