Arriva il nuovo libro di Zerocalcare, l'intervista

21 ott 2019

Zerocalcare, iniziamo intanto dalla cronaca di questi giorni e l’attacco della Turchia nelle zone del Kurd e nella Rojava. Kobane per il momento è riuscita a salvarsi. Si aspettavano questa situazione, questo attacco? Allora, secondo me che la Turchia prima o poi avrebbe cercato di cancellare quell'esperienza era qualcosa che un po’ stava nelle cose che uno si poteva aspettare. Certo, la maniera in cui è successo, da che doveva esserci un accordo su alcune città con dei ritiri, eccetera, alle dichiarazioni di Trump, che invece ha detto “Va bene, noi ce ne andiamo, arrivederci” e che poi hanno lasciato il via libera a Erdogan di fare quel tipo di operazione lì, credo che sia stato abbastanza una doccia fredda in quei termini. Si parla di un tradimento dell'Europa rispetto alle popolazioni curde. Ѐ, secondo te, la parola giusta, questa? Il tradimento presuppone un matrimonio. In guerra i matrimoni non esistono, in geopolitica neanche. Non credo che i Curdi abbiano mai pensato che la loro autodeterminazione dipendesse dalle alleanze strategiche fatte in quel momento o in quell’altro. C’è un motto curdo che dice “Gli unici amici dei Curdi sono le montagne”, nel senso che anche nella loro retorica di discorso, semmai sono i popoli, non sono mai i Governi o gli Stati.

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