Artisti riuniti per contrastare l’intolleranza e la paura e per promuovere l’integrazione e la solidarietà. Per tre giorni in Sicilia si sono esibiti in una serie di concerti itineranti i musicisti dell’Orchestra multietnica di Arezzo, che riunisce componenti di varie regioni d’Italia e di Albania, Romania, Libano, Gambia, Somalia, Nigeria, Argentina, Colombia, Bangladesh, Russia, Giappone, Svizzera. Con loro gli artisti italiani Dario Brunori, Paolo Benvegnù e Amanda Sandrelli. Hanno suonato nella suggestiva cornice della Valle dei templi, davanti al Tempio di Giunone, con la partecipazione dei giovani migranti e profughi ospiti del centro di accoglienza di Raffadali, coinvolti sul palco in una piccola coreografia sulle note de “L’uomo nero” di Brunori. Poi la carovana si è spostata a Palermo per una serie di concerti al Teatro di Verdura e all’interno del Museo archeologico regionale "Antonio Salinas" e ha fatto tappa anche nel cuore multietnico del capoluogo siciliano, Ballarò, dove insieme a musicisti locali come Libero Reina hanno improvvisato una passeggiata musicale attraversando i vicoli stretti e pieni delle colorate bancarelle dello storico mercato nel centro di Palermo.























