C'era una volta a Hollywood, Di Caprio a Roma per Tarantino

03 ago 2019

"Sono Rick Dalton. È la mia controfigura, Cliff Booth". "La sceneggiatura di Quentin era così brillante, così intelligente, nel raccontare il rapporto tra questi due personaggi, uno stuntman e un attore, che sono in qualche modo fuori Hollywood, che guardano un cambio culturale, che cercano di sopravvivere. Quello che è stato molto interessante è l'approccio molto normale di Quentin nell'affrontare un piccolo spaccato di vita, un paio di giorni. Molte delle conversazioni che io e Quentin abbiamo avuto, sono stati su come ritrarre in così poco tempo l'anima del mio personaggio. Lui lavorava a uno show televisivo al quale non voleva lavorare, come un pesante sacco da box per la nuova generazione di attori, sentendosi lasciato indietro. Il nostro processo creativo ha cercato di dar forma a quei momenti, a qui dettagli, che avrebbero dato agli spettatori la vera natura di questo uomo, con battute e atteggiamenti. Questo personaggio, forse bipolare, è angosciato della sua mortalità, dalla cultura che si sta evolvendo, dall'industria che sta cambiando malgrado lui".

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