Elio Germano racconta il suo Ligabue in Volevo Nascondermi

16 ago 2020

I film si fanno per il pubblico e quindi per incontrare il pubblico, non per incontrare i giudici di un festival, che con noi sono stati molto clementi. Ci hanno premiati da più parti. Però, la nostra ambizione era quella del condividere questa storia, di poter restituire Toni Ligabue al pubblico. Lui, come dire, avrebbe amato questo momento, quindi come ultimo aneddoto della sua vita è stato privato anche di questo piacere. Quasi sembra fatto apposta, come un altro capitolo del suo racconto. Finalmente invece questo incontro ha una data prestabilita. Speriamo non arriverà un'altra catastrofe e che insomma tutti possano tornare ad incontrarlo. Ligabue è una persona che sulla carta era completamente sbagliato, completamente fuori da ogni tipo di schema, quindi sicuramente una persona non omologata in quest'epoca di profonda omologazione, per cui se non siamo giusti non valiamo niente. Ci dà una grandissima lezione di quella che è l'affermazione di una persona che lotta per rimanere se stessa, fa successo anche senza ottenerne i frutti economici, perché poi i soldi glieli prende sempre qualcun altro oppure lui li getta via e o li regala. Non è questo che gli interessa, ma essere riconosciuto per quello che fa. Quindi non per la sua puzza o perché è vestito male, perché ha dei comportamenti bizzarri, ma perché è un grandissimo scultore, un grandissimo pittore. Questo gli bastava. È la storia di qualcuno che con ostinazione cerca questo. Alla fine ci riesce e tutte le altre persone che si approfittano di lui, ci racconta qualcos'altro, di come invece quello che siamo portati a essere tutti i giorni, che ci dicono essere giusto e corretto, faccia di noi delle persone invece più spiacevoli.

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