Favino: "Vi racconto l'amore in Promises". VIDEO

18 nov 2021

Io sono stato, soprattutto ultimamente, chiamato a recitare ruoli di uomini forti, decisionisti con una leadership di qualche tipo e Alexander, uno dei motivi per cui mi è piaciuto molto, è proprio che non ricalcava questo tipo di maschilità e anche il fatto che questa delicatezza d'animo in qualche modo la trovassi vicina a me, così come mi piaceva moltissimo il fatto che a raccontare quest'uomo, alle sue fragilità, alle sue anche contraddizioni, fosse una donna e Amanda Sthers che è la regista del film lo fa, secondo me, in una maniera molto particolare perché non guarda a quest'uomo né in una maniera materna né come fosse un antagonista, diciamo, della sua vita e questa cosa qui mi è sembrata un bel modo di guardare agli uomini, ai maschi. É una storia d'amore sempre inseguita però diciamo che al cinema son belli da vedere, anche perché magari ci fa invece apprezzare di più il fatto che a noi è andata in una maniera diversa, però il tempo nel film è un altro dei protagonisti, il tempo può determinare una storia d'amore e un incontro e può determinare anche quando questi incontri fatali possono anche non compiersi, come in questo caso. Non solo vedere come la vivono ma anche che gli uomini poi tra di loro parlano delle sofferenze d'amore anche loro, insomma, che non fanno solo commentacci o che non si vantano delle loro capacità amatorie ma che invece molto spesso, stanno l'uno sulla spalla dell'altro a dire: ma lei non torna, ma lei mi ha lasciato, no stavolta è per sempre. Così, come facciamo tutti. Eh sì, e poi anche questo è un aspetto molto bello cioè il fatto che Amanda abbia raccontato questa amicizia non come qualcosa che depriva il rapporto d'amore di qualche cosa, che gli toglie unicità ma che invece nutre fortemente, anche la serenità di quest'uomo. Ed è una cosa che anche questa io sento molto nella mia vita, cioè comunque le amicizie sono un'altra forma d'amore, è abbastanza naturale che esistano sopratutto è abbastanza naturale quando inizi ad avere una certa età, lo vediamo spesso ti guardi indietro, guardi alle tue spalle e inizi a domandarti cosa sarebbe accaduto se avessi agito in un modo piuttosto che in un altro. Nella nostra età, nella mia età sei ancora molto proiettato verso il futuro, inizi un pochino a fare ogni tanto così e a dire: ma niente, niente s'è chiusa qualche porta? Sì qualche porta si è chiusa, però è normale che più vai avanti negli anni e più probabilmente hai di fronte a te la sensazione di aver meno tempo a disposizione e quindi anche il desiderio magari di riparare alle cose che non hai più modo di riparare. Però io personalmente non sono una persona che vive tanto di rimpianti, sono per natura molto proiettato al futuro, a fare la prossima cosa.

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