Festa del Cinema di Roma, arriva Gli anni amari

16 ott 2019

“It's a historic day. 5 Aprile 1972, froci rivoluzionari a Sanremo sconfiggono i medici borghesi, i sessuologi e gli psiconazisti, che li vogliono tutti in manicomiooo”. “O casti, che è peggio”. È tra i titoli di pre-apertura della Festa del Cinema di Roma “Gli anni amari”, storia ambientata negli anni Settanta che punta a far rivivere quel periodo rivoluzionario, così denso di eventi e di cambiamenti epocali. “Gli anni Settanta per me sono degli anni, come dire, quasi sfiorati, perché sono stati la mia infanzia, e quindi questo film non solo ripercorre la storia di quegli anni lì, ma ripercorre anche tutte le tensioni e le amarezze di quegli anni lì, anni straordinari, ma nello stesso tempo pieni di disastri, di tensioni emotive, di grandi guerre emozionali, ma anche battaglie fortissime, come il divorzio, l'aborto. E tutto questo merita oggi più che mai una riflessione profonda”. Gli anni amari del titolo, insomma, gli stessi di Mario Mieli, personaggio che con le sue iniziative estreme è diventato simbolo della lotta per i diritti degli omosessuali. Nel film è interpretato da Nicola Di Benedetto, qui alla sua prima importante prova d'attore. “Quali carenze c'hai?” “Sai che carenze ci abbiamo?” C'abbiamo la carenza del fatto di essere stufi di essere disprezzati, di essere tollerati. Vogliamo dei rapporti umani”. “Questa è l'unica carenza che abbiamo; per il resto stiamo bene. Capito?” “Secondo me è un grande lavoro. Veramente sensato, soprattutto ai giorni nostri, giorni che hanno completamente perso quel senso rivoluzionario, quella rabbia intelligente che si è andata a disperdere”. Questo film lo farò vedere anche a chi non avrà il coraggio di vederlo”.

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