Gazzelle, un anno di successi e tour sold out

17 gen 2020

“È stato un tour incredibile, ma in generale anche proprio un anno incredibile. Non me l'aspettavo ovviamente, però lo speravo e ora sono felice che sono qui di nuovo, tornare qui a Milano, al Forum un'altra volta, non vedo l'ora. Mi è sempre piaciuto ascoltare i cantautori italiani perché ho sempre voluto scrivere canzoni, quindi sono stati come dei mentori, poi cerco sempre di fare qualcosa di mio, di originale”. Qual è il sentimento che muove la tua musica? “Credo che ci sta soprattutto dentro una sorte di malinconia dolce e della nostalgia anche di cose che non ho mai vissuto, che è quella la vera nostalgia secondo me.” Voglio parlare un po' di questo Punk, di questo fortunato album che poi è diventato anche il tour, perché Punk? “L'ho voluto chiamare così intanto per giocare con le parole, perché alla fine lo posso fare e quindi lo faccio e poi pure per provocare un po', proprio per fare in modo che qualcuno poi mi chiedesse ma perché? Non è punk questo disco, è invece secondo me già il fatto di chiamare un disco punk è un atto punk”. I ragazzi che scrivevano, pensavano, un po' misteriosi, un po' così acchiappavano un sacco. E' ancora cosi? “Sì, alla fine non lo so perché però è vero, è vero, ma in generale penso le persone un po' tormentate tendono ad affascinare, ma anche a me mi affascinano”. Come ci si salva da non finire nel frullatore e poi magari venire buttati via. “Credo che l'unico modo sia quello di tenere sempre alta la qualità, cerco di fare cose che siano oltre il tempo, canzoni e soprattutto anche musica che se l'ascolti tra vent'anni o vent'anni fa ha comunque il suo posto, il suo senso. Però la cosa che fa la differenza credo sia il linguaggio, che poi rispecchia il tempo in cui vivi. “Come è accolto Gazzelle quando suona a Roma? E' tanta roba? “Sì, è tanta roba, ti invito a venire perché è più facile da vedere che da spiegare. Iniziano a cantare dalla prima canzone fino all'ultima, cioè non solo i singoli o solo quelle che passano in radio, tutte, tutte quelle che ho scritto, ed è a volte assordante, non riesco neanche a sentire la mia voce. Sono veramente accesi, è bello, molto bello.”.

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