Il Ladro di Giorni, Scamarcio padre in cerca di riscatto

29 gen 2020

C'è questa cosa che in genere i libri sono migliori dei film che se ne fanno. Non è cosi per Guido Lombardi, che è riuscito a mantenere tutte le sfumature in pellicola del suo romanzo: “Il ladro di Giorni”. Emozioni che sono in conflitto perché questo desiderio di padre e di figlio di ricominciare una storia d'amore che si era bruscamente interrotta perché il padre è finito in carcere. Dall'altra parte però c'è questo istinto di vendetta che anima Vincenzo, il padre. Un romanzo e un film di formazione in cui un padre, uscito dopo anni di prigione, intraprende un viaggio con il figlio undicenne, per ritrovarsi o di fatto conoscersi, per la prima volta, ripartendo, là dove il loro rapporto si era fermato bruscamente. Riccardo Scamarcio è perfetto nei panni di questa figura paterna, autoritaria, ma anche dolce e impacciata, altezzosa e desiderosa di amore tormentata dalla sete di vendetta, e allo stesso tempo intenzionata a cambiare vita. C’è questo legame ancestrale ed è anche un modo, da parte del personaggio, di non farsi… cioè di farsi vedere all'altezza della situazione, in maniera quasi infantile. Il film che era stato presentato alla Festa del cinema di Roma, e che esce in sala il 6 febbraio racconta anche la difficoltà del diventare grandi. Io sto ancora in fase di crescita, di sviluppo per cui ancora oggi succedono delle cose e dico: però, sono diventato un po’ più grande.

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