In mostra a Ferrara l'800 di De Nittis

28 dic 2019

C'è stato un tempo lento il tempo del 1800 quello di Giuseppe De Nittis. Anni che l'artista nato nel 1846, ha affermato nei suoi quadri di donne, fasciate in lunghi abiti di crinolina, di cavalli al trotto lungo le strade, di città da poco industrializzate. Un pittore De Nittis che come pochi ha saputo raccontare la parabola decadente di fine ottocento. Nei suoi lavori, regnano le atmosfere sospese, l'uso sapiente della luce, quello sorprendente della prospettiva che sembrava talvolta continuare oltre i limiti del quadro, determinando l'effetto di uno spazio illimitato. Nelle sue opere dedicate agli assolati paesaggi del sud Italia o a quelli di metropoli come Londra e Parigi è riuscito accogliere la sospensione di un'attimo. De Nittis, giovanissimo, è un ragazzo di talento ribelle e indipendente e scappa nei campi a immortalare la campagna della sua terra. Questo gli dà una gioia incredibile, questa gioia questa felicità nel dipingere, unita alla capacità di capire la natura e di saperla restituire è un altro aspetto fondamentale del suo talento e della sua arte. I suoi dipinti, istantanee di un'umanità composta spesso borghese sono immagini di un tempo antico che si avviava alla modernità. Opere influenzate dall'arte giapponese che il pittore pugliese studiò e collezionò e dalla nascente fotografia. Divenne famoso al tempo, proprio come il pittore della vita moderna, il pittore che aveva meglio di chiunque altro saputo fermare la vita, la realtà è che passava davanti ai suoi occhi e che veniva inquadrata dal finestrino della sua carrozza atelier. Una rivoluzione dello sguardo, la sua, come suggerisce il titolo della mostra in corso a Ferrara che ci apre l'album dei ricordi di vecchie generazioni, una sorta di "come eravamo", puntuale e struggente.

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