Intervista a Rkomi, il nuovo stile del rap italiano

26 nov 2019

“Ciao! Grazie per essere qui con noi! “ Grazie a voi, è un gran piacere!” “Allora, se non sbaglio, tu vieni da una famiglia più o meno di solo donne.” “90% donne, sono un gran fruitore della femminilità, della sensibilità!” “E, quindi, anche te immagino che oggi ti unisci a quel coro che dice basta!” “Non potrei che essere favorevole, ovviamente. E' banale come risposta, però, purtroppo, esistono ancora episodi negativi al riguardo, quindi sdogano la mia favorevolezza al riguardo!” “Va bene. Allora, parliamo di musica, della tua musica. Un anno eccezionale! Intanto il tuo disco, disco d'oro, ma forse no!” “Ho una paura quando dici “eccezionale”, però è vero!” “Perché? Sei scaramantico?” Eh, non si sa mai, non si sa mai!” “E non solo il disco, è partito anche il tuo tour.” “Sì”. “Prima tappa sabato scorso a Modena e adesso con una serie anticipata da una serie di sold out, Firenze, Roma, Napoli.” “Milano.” “Aiutami!” “Milano, Napoli non ancora. Speriamo continui anche lei a salire, però sì, numerosi sold out! Sta andando meglio di quanto mi aspettassi! E' bene perché, in realtà, questo è il primo giro autoprodotto, quindi è tutto ideato e curato da me e da un team enorme, a differenza di tutti gli altri anni, quindi uff!” “Allora, io ti fermo un attimo perché, se non sbaglio, è anche la prima volta che ti esibisci live, con una band, delle coriste!” “Sei informatissima!” “Non mi prendere in giro! Un lavoro, diciamo così, dalle atmosfere più intime, giusto?” “Molto più intime, la mia musica è intimissima, a tal punto che i social non li riesco quasi a utilizzare perché personaggio e persona è indivisibile, quindi per questo la band, quindi per questo le coriste, quindi per questo queste frasette che mi permetto ogni tanto di tirare fuori.” “Ma non sono frasette, perché è un bel pensiero rivolto ai tuoi fan e lo vado a leggere: “Dopo i miei concerti, quello che vorrei per i vostri occhi e la vostra pancia è che il mondo nasca una seconda volta.” Eh?” “Una seconda volta, sempre che la prima non sia andata poi così bene. Se, invece, è andata bene, che sia un miglioramento di questa prima volta della vita, no? Mah, io ogni tanto mi sento di dire queste cose che possono sembrare un po' troppo, ma in questo momento storico, soprattutto questi nuovi rapper, questi giovani, sai, è strano da vedersi come didascalia e, quindi, la faccio presente io.” “Prima di parlare del tuo scrivere, sentiamo un po' di tua musica?” “Volentieri! Se vi va, sì!” “Allora, tu non vuoi che io dica “Un anno eccezionale”, allora rincaro la dose, anche collaborazioni eccezionali! Jovanotti, Elisa, Ghali, il mondo rap un po' tutto, Carl Brave! Aiutami, se mi sono dimenticata qualcuno!” “Ghali, Sfera, Jova. Arrivo da un disco con Marracash e Noyz Narcos, quindi leggende strettamente urban della scena hip hop, leggende davvero! Poi arrivo con questo album che spiazza un po'. Vedi che ho le spalle pesanti? E' una responsabilità, no? Anche il buon Lorenzo è una persona che mi presenta, mi descrive molto bene!” “Dice di te che sei una delle penne protagoniste della musica!” “Sì, ahimè, dice questa cosa! Per me è un onore. Non riesco, però, a stare tranquillo, quindi continuo a lavorare, continuo a far sì che la mia persona cresca e si informi con il mondo, con il passare degli anni perché poi è un attimo!” “Scusa, ti interrompo. Komi o Mirko?” “A me piace Mirko, in realtà. Komi, sai, ci voleva un nome d'arte all'inizio, no?” “Ma c'è anche un momento che, forse, il nome d'arte viene messo da parte?” “Forse nel mio caso potrebbe essere anche l'anno giusto, perché con l'uscita del prossimo album a cui sto già lavorando si capirà bene che cosa intendo. Lorenzo Cherubini, Jovanotti, uno come lui ha potuto farla questa cosa. Io devo ancora lavorare tanto per arrivare a quello status.” “Il tempo è volato insieme, però io, visto che ho avuto modo di conoscerti e so che il tuo mondo è molto colorato, pieno di cose, non solo la passione nella musica!” “Sì!” “Ma anche quella per l'arte marziale e per lo sport!” “E' vero, io faccio Muay Thai da 5, 6 anni. Questa cosa mi ha aiutato tantissimo a livello psicologico e fisico anche. Non sono un fighter, sono affascinatissimo di quello che è la Thailandia in sé, come Paese, come individuo, il thailandese in sé, quindi la popolazione, e poi la Muay Thai, che è veramente un'arte sacrissima, di migliaia di anni, che esiste da migliaia di anni e mi ha aiutato molto per quello che è anche l'aspetto canoro, il respiro, questa cosa di non farsi prendere dall'emotività.” “E' più una disciplina.” “E' una disciplina.”.

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