Letizia Battaglia in mostra a Milano

16 dic 2019

E' un'altra Battaglia quella in mostra al Palazzo Reale di Milano fino al 19 gennaio. Non la fotoreporter dell'Ora di Palermo che ha raccontato con i suoi scatti la guerra di mafia, gli omicidi di Piersanti Mattarella, di Peppino Impastato, non quella che ha documentato gli anni di piombo della sua città, le morti, gli arresti, i processi. Qui c'è soprattutto Letizia Battaglia delle coppie, delle feste, delle donne, dei bambini. Più di 300 foto che l'artista siciliana ha ripescato nel suo archivio personale, scatti che, lo dice lei stessa, danno voce a chi non ha voce e fanno vedere quello che la civiltà e lo spettacolo occultano continuamente. “La fotografia ha stravolto, ha cambiato la mia vita. Io sono diventata Letizia con la fotografia. Prima ero in balia degli altri. Poi con la fotografia sono diventata io, io e la macchina fotografica. Questi sono forse veramente i miei momenti, perché nelle foto sulla mafia ho dovuto esprimere la storia, ero obbligata a fotografare i morti ammazzati, il dolore, gli arresti, i processi. Questi sono momenti miei, più banali, ma secondo me molto indicativi di un percorso sia della mia vita, sia del mondo che ho fotografato”. Non si preoccupa della tecnica Letizia, della luce o dell'obiettivo. Ciò che davvero le importa sono le persone, donne coraggiose per le quali le notti e i giorni sono notti e giorni di lavoro, donne che nonostante tutto sono ancora capaci di ridere, di alleggerire, di spogliarsi e di pensare che l'amore è ancora una cosa importante. Poi ci sono i bambini, troppo seri talvolta, forse perché i loro occhi hanno visto molto più di quello che un bimbo dovrebbe vedere, figure che devono urlare per farsi sentire, con il silenzio immortalato sul volto più forte del loro stesso urlare.

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