Lunar City, al cinema il ritorno sulla Luna targato Asi

13 feb 2020

“Dobbiamo pensare alla Luna come una sorta di grande magazzino della scienza. Perché vogliamo vivere e lavorare sulla Luna? E perché farlo per lunghi di tempo? Lo scopo finale è organizzare una missione su Marte”. Ritorno al futuro. Sbarca al cinema Lunar City, documentario di Alessandra Bonavina, targato Vision Distribution, realizzato con il sostegno dell'Agenzia Spaziale Italiana e in collaborazione con la Nasa. “È stato un vero viaggio in luoghi inediti, tutti gli stabilimenti dove si lavora per la futura esplorazione, ma erano stabilimenti utilizzati per le missioni dell’Apollo”. Lunar City è dedicato a tutti gli uomini e le donne che danno la vita per l'esplorazione dello spazio. Cinquant'anni dopo il primo sbarco sulla Luna, racconta tutto il lavoro dietro le quinte e la tecnologia messa in campo per tornare sul nostro satellite, questa volta per restarci. “Vogliamo riuscire a stabilirci sulla Luna, riuscire a vivere e a lavorare in un altro mondo”. Il documentario, nelle sale italiane per tre giorni dal 17 Febbraio, è frutto di un lavoro certosino, intessuto di voci e di immagini inedite. “Esplorare riuscirà a farci capire meglio chi siamo, da dove veniamo”. Il racconto di come ci si prepara al balzo oltre l’orbita bassa e la stazione spaziale, con un esplorazione all'insegna della collaborazione internazionale. In primo piano il ruolo dell'Italia. “Ci occupiamo di accesso allo spazio, creiamo elementi chiave per l’esplorazione, l’esplorazione umana e le missioni esplorative con i robot. Siamo coinvolti profondamente nell'osservazione della Terra. Il nostro coinvolgimento è totale”. Dalla competizione alla collaborazione, verso la nuova frontiera della commercializzazione dello spazio e del turismo suborbitale. Un biglietto per il viaggio verso la Luna, che verrà trampolino di lancio per Marte. “Se decidessero di mandare il primo regista a girare direttamente sulla Luna, sarei la prima”.

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