Marco D'Amore a Skytg24, al cinema con L'Immortale

26 nov 2019

Non c'è nulla di casuale, non c'è nulla di casuale, ma questo lo dico soprattutto nel rispetto delle intelligenze del pubblico che ha seguito con tanto affetto e con tanto desiderio la serie. Quando in tanti piangevano all'indomani di quel finale della terza stagione, noi un pochino ghignavamo perché sapevamo già del percorso che sarebbe toccato a questo personaggio. Per cui, lo ripeto sempre, non arriva la morte a pacificare un'esistenza che deve essere scontata in vita. E' una sorta di contrappasso dantesco. “Allora è 'o vero chillo che se dice, l'Immortale nun lo uccide nisciuno”. “Come ti chiami?” “Ciro”. Io sentivo a un certo punto del percorso che avevamo esaurito il racconto intorno all'Immortale. Quando poi è scattata la scintilla del film e dunque di un'interazione tra la televisione e il cinema e di due mondi che potevano comunicare, abbiamo dato nuova aria e nuovo respiro a questo personaggio e credo anche alla quinta stagione che verrà.

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