Marmi di Torlonia, la collezione privata apre a tutti

13 ott 2020

Un viaggio a ritroso nel tempo. Statue, sarcofagi, busti, rilievi. Opere che tolgono il fiato, ciascuna delle quali meriterebbe da sola di essere ammirata, ma che nei Musei Capitolini in un'ala che dopo cinquant'anni riapre al pubblico, costituiscono un racconto di inestimabile importanza. La mostra allestita a Villa Caffarelli restituisce al pubblico 92 capolavori di quella che è considerata la più importante collezione privata di arte greco-romana esistente al mondo e rimasta a lungo celata. Capolavori di straordinaria bellezza, restaurati dalla Fondazione Torlonia, grazie anche al contributo di Bulgari, sponsor della stessa mostra. È stata veramente la visione di un grande patrimonio nelle mani prudenti e attente della famiglia Torlonia che conoscevamo, ovviamente, come azienda siamo romani da sempre e sapevamo di questa meraviglia che loro custodivano. Quando è nata la Fondazione, è nata l'idea di una collaborazione per il restauro delle opere, almeno di una parte perché sono davvero molte, proprio nel desiderio di dare un contributo duraturo, di contribuire a lasciare ai posteri questo patrimonio che è stato conservato nei secoli nel buio. Un progetto ambizioso, nato dalla collaborazione tra pubblico e privato, in nome della cultura. Prenderci cura del patrimonio romano in tanti modi, abbiamo fatto tante donazioni, siamo mecenati su tanti fronti. È per noi un modo per restituire alla comunità, alla collettività il patrimonio proprio valoriale che la città ci ha dato. Un'operazione culturale di importanza internazionale che permette di avere un'idea di cosa poteva essere stato il grandioso museo Torlonia alla fine dell'Ottocento. Le statue in mostra rappresentano infatti solo il 15% della collezione. In un periodo così difficile la cultura deve andare avanti e io credo che il fatto che questa mossa sia progettata anni fa e arriva a compimento in questo momento, ha un grandissimo valore simbolico. Non ci siamo fermati.

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