Milano design week, al via il Fuorisalone

08 apr 2019

Cinque distretti, sette giorni, 1244 eventi. Questi i numeri del Fuorisalone, il fenomeno nato spontaneamente a Milano durante il più istituzionale Salone del Mobile nei primi Anni Ottanta, è ora diventato un happening a cielo aperto. Mostre, laboratori, installazioni, ma anche più semplicemente esperienze. Da Brera all'Isola, da Ventura a Tortona, fino alle Cinque Vie. Milano cambia vestito e il design fuori dai suoi spazi istituzionali diventa accessibile a tutti. Come ha fatto Vogue Italia che con Life in Vogue 2019 The Interior's Cut apre le porte al pubblico. Life in Vogue è il momento in cui Vogue Italia apre le porte della redazione, chiama otto designers - lo abbiamo fatto l'anno scorso e lo rifacciamo quest'anno - e gli chiede di reinterpretare i nostri uffici. Quindi gli uffici di Vogue Italia vengono svuotati, vengono affidati ad alcuni dei nomi più importanti del panorama internazionale della creatività. Dico creatività, perché non solo architetti, non sono solo fashion designer, ma è un mix di persone. E tutti loro reinterpretano ciascuno una stanza, cercando di combinare quello che pensano essere lo spirito di Vogue Italia, ma anche un omaggio a Milano, alla sua tradizione, alla sua bellezza, con alcuni pezzi storici e altre cose molto contemporanee. Sofisticata rassegna del design, ma anche un momento di riflessione culturale. Giorgio Armani inaugura la Design Week con "The Challenge" con Tadao Ando, una grande mostra che esplora i principi creativi del maestro dell'architettura contemporanea. Di questo artista Armani ammira quella capacità di trasformare materiali pesanti, come metallo e cemento, in poesia. Un'idea di bellezza molto vicina al modo di sentire di Re Giorgio. La stessa natura protagonista del lavoro di Tadao Ando fa da sfondo anche alla nuova collezione casa ospitata nell'Armani Teatro, progettato, tra l'altro, dall'architetto di Osaka nel 2001. Se la parola d'ordine è leggerezza, l'ispirazione è quella dell'obi, la fusciacca giapponese indossata con il kimono. Le tonalità sono rubate ai fiumi e ai torrenti, ma messe in risalto da materiali e lavorazioni pregiate. Quell'eleganza così naturale che accomuna tutto l'universo Armani. Negli spazi delle cavallerizze all'interno dello storico Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci l'istallazione Tod's no-code shelter ci porta all'Anno Zero dell'architettura. L'obiettivo è raccontare come sta cambiando la società. No-code si riferisce come nome proprio al cambio del codice, al fatto che stanno saltando i codici dati della società precedente, quindi sta cambiando il modo di lavorare, stanno cambiando i luoghi del lavoro, le relazioni. E, quindi, di conseguenza anche i vestiti e il modo di vestire. Vedete il nostro no-code, che è una vita a 360 gradi, quindi giusto questo abbiamo creato, questa nuova categoria di prodotto. Un progetto che indaga le forme arcaiche del riparo, le shelters, appunto, quelle nate dalle necessità istintive e prive di codici. Tra queste forme essenziali dell'abitare anche quella in orbita nello spazio. Nello spazio, scusate un po' il gioco di parole, ma c'è veramente poco spazio per vivere. C'è una grande continuità fisica con il resto dell'equipaggio e, quindi, ci vuole un grande grado di sopportazione, però quando si va alla finestra c'è uno spettacolo che è incredibile.

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