Milano parla piano, primo album in italiano di Wrongonyou

11 feb 2020

Cerco sempre di sperimentare il più possibile. In questo ultimo disco, in “Milano parla piano”, ci sono dei pezzi dove ci sono addirittura dei corni francesi, c'è il banjo, c'è il dulcimer. Quindi comunque sia cerco sempre di mettere... quella parte di cultura americana gospel, che, comunque sia, me la sento molto addosso, cerco sempre di infilarla in mezzo in qualche modo nella contemporaneità, insomma. Ci saranno dei live magari un po' più, come dire, importanti, quindi ci saranno cose magari a livello scenografico, a livello di visual in più rispetto ad altre date che sono state fatte. E poi, appunto, ci saranno degli ospiti. Io quasi mai ho degli ospiti sul palco. Invece mi sono voluto fare questo regalo per queste due date nelle città, comunque sia, per me chiave in Italia, quindi su Milano e Roma. Vediamo che esce fuori, perché dobbiamo ancora provare tutto, perché mi piace improvvisare. L'italiano ha anche aperto le porte a collaborazioni, perché prima, comunque sia, mischiare inglese e italiano erano sempre un po' tutti un po' restii, anche se a me sinceramente le canzoni in italiano con ritornello in inglese, alla Zucchero, sono sempre piaciute, però tutti hanno sempre fatto un po' un passo indietro, e devo dire che nel momento in cui ho detto “canto in italiano”, mi si sono appiccicate tante cose addosso e quindi tante opportunità di conseguenza. Vediamo un po' che esce fuori. L'anima è quella. Poi la lingua è solo un mezzo di comunicazione, però cerco di mantenere le radici il più possibile.

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